Milano, 24 gennaio 2026 – Camfin, la holding guidata da Marco Tronchetti Provera, ha annunciato oggi che non rinnoverà il patto parasociale su Pirelli con il gruppo cinese Sinochem. Una decisione che segna una svolta inattesa nella gestione della storica azienda milanese. La scelta, maturata nelle ultime settimane dopo diversi incontri tra le parti, riflette – come spiegato da Camfin – “l’impossibilità di trovare con Sinochem, in questa fase, soluzioni per adeguare la governance di Pirelli alle esigenze normative americane e continuare a sviluppare la tecnologia cyber tyre”.
Governance in bilico tra Italia, Cina e USA
Al centro della questione c’è proprio la governance e la necessità di rispondere alle nuove richieste arrivate dagli Stati Uniti. Negli ultimi mesi, le autorità americane hanno intensificato i controlli sulle aziende che lavorano su tecnologie sensibili, come i cyber tyre – pneumatici intelligenti dotati di sensori – su cui Pirelli investe da tempo. Secondo fonti vicine alla vicenda, gli Stati Uniti hanno chiesto garanzie stringenti sulla gestione dei dati e sulla sicurezza delle informazioni, soprattutto in presenza di soci cinesi.
Camfin, che detiene una quota importante di Pirelli e rappresenta la componente italiana del gruppo, ha provato fino all’ultimo a trovare un’intesa con Sinochem. “Abbiamo lavorato a lungo per trovare un accordo”, ha confidato un dirigente vicino al consiglio d’amministrazione, “ma le distanze sono rimaste troppo grandi”. Il mancato rinnovo del patto sarà ora comunicato agli uffici competenti per il golden power, lo strumento che permette al governo italiano di intervenire in settori strategici.
Addio al patto: cosa cambia per Pirelli
La fine del patto parasociale apre nuovi scenari per Pirelli, uno dei simboli dell’industria italiana. L’accordo, firmato nel 2017 e rinnovato nel 2020, aveva assicurato fino a oggi una gestione condivisa tra Camfin e Sinochem, con un equilibrio delicato tra la parte italiana e quella cinese. Senza quell’intesa, la governance della società potrebbe cambiare in modo significativo.
Secondo alcuni analisti finanziari sentiti da alanews.it, la mossa di Camfin potrebbe essere il primo passo verso una riorganizzazione della compagine azionaria. “Non si può escludere che la componente italiana guadagni più autonomia”, osserva un gestore milanese che segue il titolo. “Resta da vedere come reagiranno i mercati e quali saranno le prossime mosse di Sinochem”. Il titolo Pirelli ha chiuso la giornata a Piazza Affari in leggero calo, con volumi sopra la media.
Golden power in gioco: il governo osserva
La comunicazione agli uffici del golden power è un passaggio obbligato. Il governo italiano, che è già intervenuto più volte negli ultimi anni su dossier strategici come TIM e Leonardo, dovrà ora decidere se e come usare i suoi poteri speciali su Pirelli. Fonti vicine al Ministero delle Imprese spiegano che “la situazione è sotto stretta osservazione” e che qualsiasi decisione sarà presa “nell’interesse della sicurezza nazionale e della tutela delle tecnologie sensibili”.
Non sono mancate le reazioni politiche. Un deputato della maggioranza ha commentato: “Pirelli è un asset strategico per il Paese. Serve un equilibrio tra apertura internazionale e difesa delle nostre eccellenze”. Più cauti i sindacati: “Aspettiamo di capire quali saranno le conseguenze per l’occupazione”, ha detto un rappresentante della Uilm.
Cyber tyre, il cuore della partita
Al centro di tutto c’è la tecnologia dei cyber tyre, pneumatici intelligenti in grado di raccogliere dati in tempo reale sulle condizioni della strada e del veicolo. Un settore in cui Pirelli ha investito molto negli ultimi anni, stringendo accordi con case automobilistiche e aziende tecnologiche. Gli Stati Uniti considerano questa tecnologia strategica anche per motivi militari e di sicurezza.
Fonti interne all’azienda assicurano che lo sviluppo dei cyber tyre continuerà “nel rispetto delle normative internazionali”, ma serve una nuova struttura societaria per garantire l’accesso ai mercati più delicati. Solo allora si capirà se la rottura tra Camfin e Sinochem sarà un ostacolo o un’opportunità per il futuro di Pirelli.
Per ora, la partita resta aperta. E il destino della storica azienda milanese si intreccia ancora una volta con le grandi sfide della geopolitica e dell’innovazione industriale.
