Donnarumma: 18 miliardi di investimenti per la prima centrale appaltante

Donnarumma: 18 miliardi di investimenti per la prima centrale appaltante

Donnarumma: 18 miliardi di investimenti per la prima centrale appaltante

Giada Liguori

Gennaio 24, 2026

Roma, 24 gennaio 2026 – Ferrovie dello Stato ha messo in campo un piano di investimenti nelle infrastrutture da 18 miliardi di euro. Una cifra che, secondo l’amministratore delegato e direttore generale Stefano Donnarumma, supera quella delle dieci maggiori aziende italiane, tra cui spiccano nomi come Terna, Snam, Italgas, A2A, Enel Distribuzione e Aeroporti di Roma. L’annuncio è arrivato durante un incontro pubblico organizzato dalla Lega a Rivisondoli, in provincia dell’Aquila, dove Donnarumma ha sottolineato il ruolo centrale di FS nel panorama nazionale.

Ferrovie dello Stato, leader negli investimenti

FS è la più grande committente del Paese”, ha detto Donnarumma davanti a una platea di amministratori locali, tecnici e rappresentanti delle istituzioni. Con i suoi 100.000 dipendenti, il gruppo ferroviario resta uno dei maggiori datori di lavoro in Italia. “Quando FS decide di puntare su infrastrutture con attenzione alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente, ha un impatto reale sul Paese”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza delle scelte strategiche del gruppo.

Il dato degli 18 miliardi emerge dal confronto con le altre grandi aziende italiane. Secondo Donnarumma, nessuna delle dieci principali società infrastrutturali arriva a investire tanto quanto FS. Un primato che il gruppo vuole trasformare in una spinta per la modernizzazione e la transizione ecologica.

Sostenibilità e trasporto su rotaia

Al centro dell’intervento c’è stata la questione della sostenibilità ambientale. “Più persone e merci si spostano in treno, meno si inquina”, ha spiegato Donnarumma, portando dati ormai consolidati sul minor impatto delle ferrovie rispetto ad altri mezzi di trasporto. Il riferimento è alle emissioni di CO2: secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente, il trasporto ferroviario produce circa un quarto delle emissioni per passeggero-chilometro rispetto all’auto privata.

FS vuole rafforzare questa tendenza investendo su linee ad alta velocità, ammodernando le reti regionali e spingendo il trasporto merci su rotaia. “La nostra strategia – ha detto Donnarumma – punta a favorire una mobilità collettiva e sostenibile, anche nelle zone interne e meno servite”.

FS contro gli altri giganti italiani

Nel panorama italiano, i numeri di FS sono un punto di riferimento. Società come Terna (gestione della rete elettrica), Snam (infrastrutture del gas), Italgas, A2A, Enel Distribuzione e gli Aeroporti di Roma sono tra i maggiori investitori in infrastrutture. Eppure, secondo l’AD di FS, nessuna di queste realtà arriva ai livelli di investimento del gruppo ferroviario.

Un dato che conta anche sul fronte occupazione: con 100.000 lavoratori, FS è uno dei più grandi poli industriali italiani. “La nostra responsabilità – ha ricordato Donnarumma – è anche sociale: ogni scelta sugli investimenti tocca migliaia di famiglie e le comunità locali”.

Cantieri aperti e futuro

L’effetto degli investimenti FS si vede nei cantieri sparsi lungo tutta la Penisola: dalla nuova stazione AV di Firenze Belfiore ai lavori sulla Napoli-Bari, passando per l’ammodernamento delle linee regionali in Piemonte e Sicilia. Ogni cantiere porta con sé ricadute economiche, tra forniture, subappalti e indotto locale.

Secondo fonti interne al gruppo, nel 2025 sono previsti oltre 200 nuovi progetti tra infrastrutture ferroviarie, digitalizzazione dei servizi e interventi per la sicurezza. “Solo allora – ha confidato un dirigente presente all’evento – si potrà capire davvero l’impatto di questa stagione di investimenti”.

La sfida della transizione ecologica

La transizione ecologica resta al centro del discorso. “Non basta costruire nuove linee – ha ammesso Donnarumma – serve una visione che metta insieme ambiente, sviluppo economico e coesione sociale”. Un equilibrio difficile, soprattutto in un Paese segnato da ritardi infrastrutturali e burocrazia.

Eppure la strada sembra chiara: più treni, meno emissioni, più lavoro. Un percorso che passa dai cantieri ma anche dalle scelte di chi ogni giorno sale su un regionale o su una Frecciarossa. In fondo, come ha ricordato l’AD di FS, “la sostenibilità non è solo una parola: è un impegno concreto per il futuro del Paese”.