Bruxelles, 24 gennaio 2026 – Nel 2024 le emissioni di gas serra generate da imprese e famiglie nell’Unione Europea si sono fermate a 3,3 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti. È un calo dell’1% rispetto al 2023 e una riduzione del 20% rispetto al 2013. A dirlo sono i dati di Eurostat, che mostrano una tendenza in calo, anche se con alcune eccezioni importanti: i settori dei trasporti, dello stoccaggio e dell’edilizia hanno invece aumentato le loro emissioni negli ultimi dieci anni.
Trasporti ed edilizia: un passo indietro
Il rapporto di Eurostat evidenzia che tra il 2013 e il 2024 il settore dei trasporti e dello stoccaggio ha visto crescere le emissioni del 14%, pari a 57 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti in più. Un dato che sorprende, soprattutto se confrontato con la tendenza generale al ribasso degli altri settori. Anche l’edilizia ha fatto segnare un aumento, più contenuto però: +6%, ovvero circa 3 milioni di tonnellate in più rispetto a undici anni fa.
Gli esperti sottolineano come questi due comparti siano un’eccezione nel panorama europeo, dove quasi tutte le altre attività hanno invece ridotto l’impatto sull’ambiente. “Il settore dei trasporti resta una delle sfide più grandi per la transizione verso un’economia verde”, si legge nel documento.
Energia e industria: i tagli più forti
Il calo più netto arriva dal settore energetico, che tra il 2013 e il 2024 ha ridotto le emissioni del 49%, pari a 512 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti in meno. Una diminuzione importante, spinta soprattutto dalla crescita delle energie rinnovabili e dal progressivo abbandono dei combustibili fossili.
Anche altri settori hanno contribuito a ridurre l’impatto complessivo: l’estrazione mineraria e le attività di cava hanno tagliato le emissioni del 37% (-25 milioni di tonnellate), la produzione manifatturiera del 18% (-146 milioni) e i servizi del 14% (-36 milioni). “La decarbonizzazione dell’industria europea procede, anche se a velocità diverse”, ha spiegato un portavoce di Eurostat.
Emissioni per PIL: l’Italia sotto la media europea
Un altro dato chiave è l’intensità delle emissioni, cioè la quantità di gas serra emessa per ogni unità di prodotto interno lordo. Tra il 2013 e il 2024 questo valore è calato del 34% in Europa. Le riduzioni più grandi si sono viste in Estonia (-64%), Irlanda (-50%) e Finlandia (-44%). L’Italia si piazza un po’ sotto la media UE, con un -29%.
Gli esperti spiegano che questi numeri riflettono sia l’efficacia delle politiche ambientali adottate sia le differenze tra le economie nazionali. Nel caso italiano, il calo è legato soprattutto alla modernizzazione degli impianti industriali e a una maggiore efficienza energetica nelle case.
La sfida che resta per l’Europa
Nonostante i passi avanti, la strada verso la neutralità climatica è ancora lunga. I dati di Eurostat mostrano come alcuni settori – in particolare i trasporti – continuino a rallentare il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Green Deal europeo. “Serve uno sforzo maggiore, soprattutto su mobilità e logistica”, ha ammesso un funzionario della Commissione UE.
Il prossimo appuntamento importante sarà la revisione degli obiettivi climatici, prevista per fine 2026. Solo allora si vedrà se la strada intrapresa sarà abbastanza per raggiungere la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030, come stabilito dagli accordi europei. Nel frattempo, i dati arrivati da Bruxelles disegnano un quadro chiaro: il cammino è iniziato, ma restano nodi da sciogliere.
