Il futuro dell’Einstein Telescope: Italia e Germania a un bivio entro il 2027

Il futuro dell'Einstein Telescope: Italia e Germania a un bivio entro il 2027

Il futuro dell'Einstein Telescope: Italia e Germania a un bivio entro il 2027

Matteo Rigamonti

Gennaio 24, 2026

Cagliari, 24 gennaio 2026 – Accelerare la scelta della sede dell’Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo per le onde gravitazionali, è diventato un obiettivo urgente per Italia e Germania. La questione è emersa ieri durante un incontro informale tra la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e la sua omologa tedesca Dorothee Bär, responsabile federale per Ricerca, Tecnologia e Spazio, a margine del vertice intergovernativo tra i due Paesi. Il piano è chiaro: individuare entro il 2027 il sito che ospiterà l’infrastruttura, con l’Italia che punta forte sulla Sardegna.

Einstein Telescope: la sfida tra Sardegna e Germania

L’Einstein Telescope è uno dei progetti scientifici più ambiziosi in Europa per il prossimo decennio. L’Italia ha proposto l’area della miniera dismessa di Sos Enattos, nel Nuorese, come possibile sede. Secondo gli esperti, quel posto offre condizioni geofisiche e ambientali quasi ideali: livelli di rumore sismico e umano tra i più bassi d’Europa. Un fattore cruciale per misurare con precisione le onde gravitazionali.

Durante il confronto con la collega tedesca, la ministra Bernini ha ribadito che “l’Einstein Telescope è una priorità strategica per l’Italia e un’opportunità scientifica di portata europea”. Ha anche sottolineato l’importanza di collaborare con la Germania, che ha presentato due alternative: una in Sassonia e l’altra vicino a Maastricht, al confine con i Paesi Bassi.

Italia e Germania: corsa contro il tempo e doppia candidatura

Il governo tedesco, ha spiegato Dorothee Bär, sta studiando “gli aspetti scientifici e i dati tecnici delle proposte” e conta di prendere una decisione entro pochi mesi. Il tempo stringe: Roma e Berlino vogliono accelerare per non perdere terreno rispetto ad altri grandi progetti internazionali.

Il 12 gennaio scorso, Italia e Germania hanno firmato una dichiarazione d’intenti per rafforzare la collaborazione sulle candidature. Un passaggio che, secondo fonti italiane, “dimostra la voglia di lavorare insieme per dare all’Europa un’infrastruttura di eccellenza”.

Nel dibattito europeo prende piede l’idea di un doppio sito: due interferometri a forma di L in luoghi diversi. Bernini ha detto che “potrebbe garantire risultati migliori e tagliare rischi tecnologici e finanziari”. La proposta ha il sostegno di parte della comunità scientifica, anche se la decisione finale spetta ai governi e ai finanziatori.

Sos Enattos: perché la Sardegna punta in alto

La miniera di Sos Enattos, tra Lula e Bitti, è stata scelta per le sue qualità uniche. Gli studi guidati dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) negli ultimi anni hanno dimostrato che il sito è “tra i più silenziosi al mondo sotto il profilo sismico”, ha spiegato il fisico Fernando Ferroni. Le gallerie sotterranee già esistenti aiuterebbero a risparmiare tempo e soldi nella costruzione.

Sul territorio cresce l’attesa. Il sindaco di Lula, Mario Calia, ha detto che “la comunità locale vede nel progetto una vera occasione di sviluppo e rilancio”. Non si parla solo di ricerca: ci sono anche ricadute occupazionali e investimenti nelle infrastrutture. L’INFN stima che l’indotto supererà i 2 miliardi di euro in vent’anni.

Le prossime mosse: decisione entro il 2027

La strada verso la scelta definitiva è ancora lunga. Nei prossimi mesi sono previsti nuovi incontri tecnici tra delegazioni italiane e tedesche. La Commissione Europea segue il dossier da vicino, considerando l’Einstein Telescope una struttura chiave per la competitività scientifica dell’Unione.

Sappiamo quanto è importante”, ha riconosciuto Bernini. “L’Italia vuole essere protagonista nella grande scienza europea”. Solo allora si capirà se Sos Enattos riuscirà a battere la concorrenza tedesca e diventare il cuore della ricerca sulle onde gravitazionali in Europa.