Italia-Germania: il ruolo cruciale del dialogo per il rilancio produttivo dell’Ue secondo Buck

Italia-Germania: il ruolo cruciale del dialogo per il rilancio produttivo dell'Ue secondo Buck

Italia-Germania: il ruolo cruciale del dialogo per il rilancio produttivo dell'Ue secondo Buck

Matteo Rigamonti

Gennaio 24, 2026

Roma, 24 gennaio 2026 – Italia e Germania rilanciano la loro intesa economica e industriale, riunendo a Roma istituzioni e big dell’impresa per il Business Forum italo-tedesco. L’incontro, che si è svolto a margine del vertice intergovernativo tra i due Paesi, ha messo al centro la necessità di una politica industriale condivisa, vista come chiave per il futuro del mercato unico europeo. “Serve una strategia comune, ormai non si può più rimandare”, ha detto Jörg Buck, amministratore delegato della Camera di commercio Italo-Germanica (AHK Italien), durante il suo intervento.

Italia e Germania: il cuore della manifattura europea

I dati presentati al forum dicono chiaro e tondo che Italia e Germania coprono quasi il 40% della produzione industriale dell’Unione europea. Un numero che, come ha ricordato Buck, “dimostra il ruolo centrale che i nostri Paesi hanno nel settore manifatturiero europeo”. La Germania da sola vale quasi un terzo del valore aggiunto manifatturiero dell’UE, mentre l’Italia resta salda ai primi posti, grazie a una tradizione industriale che continua a spingere l’export.

Negli ultimi mesi, la ripresa dell’industria tedesca ha fatto sentire i suoi effetti anche negli scambi con l’Italia. I dati aggiornati a settembre 2025 mostrano un aumento del 2,6% nel commercio bilaterale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un giro d’affari che ha toccato i 118 miliardi di euro. Un segnale chiaro, secondo gli esperti presenti, della solidità del legame economico tra i due Paesi.

Forum in azione: le priorità sul tavolo

Al Business Forum italo-tedesco c’era una folta delegazione tedesca, con big come Bmw Group, Mercedes-Benz Italia Spa, Siemens Healthineers, Robert Bosch Spa, Dhl Express (Italy) Srl e molte altre aziende attive nell’industria, nella logistica e nell’energia. L’obiettivo? Far crescere e rafforzare l’asse italo-tedesco come motore di sviluppo e stabilità per tutta Europa.

“Competitività, sostenibilità e sicurezza economica devono andare di pari passo”, ha ribadito Buck, sottolineando l’urgenza di “snellire la burocrazia e velocizzare le decisioni”. Ha poi aggiunto che è fondamentale “mettere in campo rapidamente risorse pubbliche e private per sostenere investimenti e innovazione”. Un punto accolto con favore da molti imprenditori, che hanno chiesto però più chiarezza su tempi e modalità.

Una strategia condivisa per il rilancio europeo

Il vertice arriva a poco più di un anno dalla firma del piano d’azione strategica tra Italia e Germania, siglato nel 2023. Per Buck, “questa giornata deve segnare un passo decisivo per mettere in pratica quell’accordo”. In un’Europa che affronta sfide importanti – dalla transizione energetica alla sicurezza delle catene di approvvigionamento – rafforzare il legame economico tra Roma e Berlino è una priorità non solo per i due Paesi, ma per tutto il continente.

“Una maggiore integrazione politica ed economica tra Italia e Germania è sempre più urgente”, ha detto Buck ai giornalisti. “Non vale solo per noi, ma per tutta l’Unione europea”. Parole che hanno trovato riscontro anche negli interventi degli altri partecipanti al forum, molti dei quali hanno sottolineato come la cooperazione tra i due principali motori industriali d’Europa sia fondamentale per restare competitivi a livello globale.

Dopo il forum, tra attese e speranze

Quando i lavori si sono chiusi, tra i delegati si respirava un cauto ottimismo. “Servono risposte rapide e concrete”, ha confidato un manager del settore automotive uscendo dalla sala poco dopo le 17. “Solo così potremo garantire crescita e posti di lavoro anche nel futuro”. La sensazione generale è che la strada verso una vera politica industriale europea passi ancora una volta per Roma e Berlino – due capitali pronte, almeno oggi, a camminare fianco a fianco.