Londra, 24 gennaio 2026 – Thales Alenia Space, la joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), ha appena firmato un contratto da 16,5 milioni di euro con la tedesca Ohb System Ag per fornire il sottosistema di propulsione della missione Lisa dell’Agenzia spaziale europea (Esa). L’accordo, annunciato oggi, segna un passo importante verso la realizzazione del primo osservatorio spaziale dedicato alle onde gravitazionali, con gran parte del lavoro che si svolgerà nel Regno Unito. Secondo una nota dell’azienda, il valore totale delle fasi successive potrà arrivare fino a 89,5 milioni di euro.
Lisa: l’orecchio spaziale per ascoltare l’universo
La missione Lisa (Laser Interferometer Space Antenna) è una delle sfide più ambiziose dell’Esa per i prossimi dieci anni. Il progetto prevede il lancio di una costellazione di tre satelliti disposti a triangolo, distanti tra loro 2,5 milioni di chilometri. Questi satelliti saranno collegati da fasci laser, creando una gigantesca antenna in grado di captare le lievi increspature dello spazio-tempo causate da eventi cosmici estremi: collisioni tra stelle compatte, fusioni di buchi neri supermassicci, fenomeni quasi invisibili agli strumenti a terra.
“Lisa cambierà il modo in cui osserviamo l’universo”, ha detto un portavoce dell’Esa. “Per la prima volta potremo ascoltare direttamente dallo spazio le onde gravitazionali, senza il disturbo dell’atmosfera terrestre”.
Thales Alenia Space e Leonardo al cuore del progetto
Con questo contratto, Thales Alenia Space si occuperà di progettare, costruire e assemblare il sistema di propulsione, oltre a integrare e testare il tutto. Il lavoro principale si svolgerà nel loro stabilimento britannico di Harwell, vicino a Oxford. Da qui usciranno i componenti che aiuteranno i satelliti di Lisa a mantenere una posizione precisa nello spazio profondo.
Ma non finisce qui: la società italo-francese fornirà anche altri elementi fondamentali alla tedesca Ohb System Ag, capofila della missione. Tra questi ci sono l’avionica, il software di controllo, il sistema di telecomunicazioni e il sofisticato sistema di controllo dell’assetto “drag free” (Dfacs), essenziale per mantenere i collegamenti laser tra i tre satelliti.
“Queste tecnologie richiedono una precisione mai vista prima”, racconta un ingegnere del progetto. “Anche il minimo scostamento nell’assetto potrebbe rovinare la qualità dei dati”.
Leonardo, il contributo italiano in prima linea
Anche Leonardo, attraverso la sua quota in Thales Alenia Space, gioca un ruolo fondamentale nella missione. L’azienda italiana fornirà i propulsori che permetteranno ai satelliti di correggere la rotta e restare nella formazione perfetta per le osservazioni. Questi componenti sono stati sviluppati nei laboratori di Campi Bisenzio, vicino a Firenze, dove negli ultimi anni sono stati testati sistemi simili per altre missioni Esa.
“Il contributo italiano è fondamentale”, ha detto un dirigente di Leonardo. “Lisa è una sfida scientifica e tecnologica senza precedenti e ci vuole il meglio delle competenze europee”.
Un investimento che punta lontano
Il contratto tra Thales Alenia Space e Ohb System Ag potrebbe arrivare fino a 89,5 milioni di euro, spiega la nota ufficiale. Questa cifra copre non solo la fornitura iniziale del sistema di propulsione, ma anche lo sviluppo tecnologico, test avanzati e il supporto durante le operazioni in orbita.
La missione Lisa è prevista per il lancio nella prima metà degli anni Trenta. Se tutto andrà secondo i piani, sarà il primo osservatorio spaziale europeo dedicato alle onde gravitazionali: uno strumento che promette di aprire nuove finestre sull’universo e sulle sue origini.
Intanto, nei laboratori di Harwell e Campi Bisenzio si lavora a ritmo serrato. Gli ingegneri lo ripetono spesso: “Ogni dettaglio conta”. E in questa corsa verso lo spazio profondo, l’Italia si conferma protagonista di una nuova, grande avventura scientifica europea.
