Meloni deve chiarire se intende modificare la Carta per accedere al Board

Meloni deve chiarire se intende modificare la Carta per accedere al Board

Meloni deve chiarire se intende modificare la Carta per accedere al Board

Matteo Rigamonti

Gennaio 24, 2026

Roma, 24 gennaio 2026 – Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha alzato la voce contro il governo italiano e la sua posizione sul cosiddetto Board of Peace, un organismo internazionale lanciato dall’ex presidente americano Donald Trump. Le sue parole sono arrivate durante la “Giornata in memoria di David Maria Sassoli” al circolo PD di Sutri, nel Viterbese, davanti a iscritti e simpatizzanti.

Schlein: “L’Italia non deve entrare nel Board of Peace”

Schlein ha raccontato che Trump avrebbe detto che la premier Giorgia Meloni “vuole disperatamente far parte di questo Board of Peace”. Per la leader dem, si tratta di “un altro tentativo per mettere in discussione le Nazioni Unite, un’Onu a pagamento pensata su misura per gli interessi di Trump”. Ieri stessa, ha detto Schlein, ha chiesto a Meloni di chiarire la sua posizione: “Le ho chiesto di smentire o di dirci se ha promesso di cambiare la Costituzione”.

Secondo Schlein, un Paese importante come l’Italia non può permettersi di aderire a un organismo simile. L’esecutivo, ha aggiunto, sembra intenzionato a valutare l’ingresso in questa nuova struttura internazionale, che però secondo lei mette a rischio il peso e la credibilità delle Nazioni Unite.

Costituzione e politica estera: il punto di Schlein

Nel suo discorso, Schlein ha sottolineato che la Costituzione italiana è una barriera che non si può superare quando si tratta di entrare in organismi internazionali che non garantiscono pari diritti tra Stati. “Meloni dice di essere aperta e interessata a questo Board, ma ci sono limiti chiari nella Costituzione”, ha spiegato citando la premier. Poi ha aggiunto: “Lei dice ‘purtroppo c’è la Costituzione’, noi invece diciamo per fortuna”.

La segretaria del PD ha ribadito che la Carta fondamentale difende l’Italia da scelte che potrebbero indebolirne il ruolo nel mondo: “La Costituzione assicura che il nostro Paese non possa entrare in un organismo dove non c’è parità e che, francamente, non credo voglia davvero lavorare per la pace”. Per lei, invece, l’Italia dovrebbe puntare a rafforzare le Nazioni Unite e il dialogo tra le nazioni.

Trump scuote la politica italiana

Le parole attribuite a Trump – che Meloni “vorrebbe disperatamente entrare” nel Board ma “deve passare prima dal Parlamento” – hanno acceso il dibattito. In Parlamento, però, regna la prudenza. Nessuna conferma ufficiale da parte del governo su una richiesta formale di adesione. Fonti vicine a Palazzo Chigi dicono che “non c’è nessun dossier aperto” su questo tema, almeno per ora.

Intanto l’opposizione chiede chiarezza. “L’Italia, per la sua storia, deve difendere le Nazioni Unite e farle funzionare”, ha ribadito Schlein. “Se salta il dialogo, resta solo la legge del più forte, proprio quella che vuole Trump”. Con questa frase ha riassunto la paura che le forze progressiste provano: che l’Italia si allontani dal sistema multilaterale nato dopo la Seconda guerra mondiale.

Board of Peace: quel che si sa

Del Board of Peace si sa ancora poco. Fonti americane dicono che è una piattaforma alternativa alle Nazioni Unite, voluta da Trump e sostenuta da alcuni alleati. L’obiettivo dichiarato sarebbe “riformare” il modo in cui si gestisce la politica globale, ma i critici temono che serva solo a rafforzare i Paesi più potenti.

Non è chiaro se e quando l’Italia dovrà decidere sull’adesione. Il dibattito è ancora aperto. In Parlamento, alcuni deputati della maggioranza invitano alla prudenza: “Serve trasparenza su ogni passo”, ha detto un esponente di Forza Italia contattato da alanews.it. Fuori dal circolo PD di Sutri, diversi militanti hanno espresso preoccupazione per una possibile svolta nella politica estera del Paese.

Politica estera italiana: quale futuro?

In attesa di una posizione ufficiale del governo Meloni, lo scontro tra maggioranza e opposizione si fa più acceso. Il tema del Board of Peace rischia di diventare un nodo cruciale nei prossimi mesi. Per Schlein e il Partito Democratico, la priorità è chiara: “Difendere il ruolo dell’Italia nelle Nazioni Unite e nel sistema multilaterale”, ha ribadito oggi davanti ai giornalisti. Solo allora si capirà quale strada prenderà davvero la politica estera italiana di fronte alle nuove sfide globali.