Oscar 2024: 15 film della Mostra di Venezia in corsa per la statuetta dorata

Oscar 2024: 15 film della Mostra di Venezia in corsa per la statuetta dorata

Oscar 2024: 15 film della Mostra di Venezia in corsa per la statuetta dorata

Giada Liguori

Gennaio 24, 2026

Venezia, 24 gennaio 2026 – Quattro film in concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia sono entrati nella corsa agli Oscar 2026, portando a casa un totale di 15 candidature. Un risultato che conferma ancora una volta il ruolo chiave della Biennale di Venezia come trampolino per il cinema d’autore nel mondo.

Da Venezia agli Oscar: quattro titoli da tenere d’occhio

Tra i film selezionati, spicca “La voce di Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania, già premiato con il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria lo scorso settembre al Lido. La pellicola racconta la storia di una giovane donna palestinese con uno stile intenso e diretto, e ha conquistato la candidatura come miglior film internazionale. “Essere riconosciuti sia a Venezia che dall’Academy è un onore e una grande responsabilità”, ha detto la regista tunisina ieri sera da Tunisi.

Oltre a Ben Hania, altri tre film passati dal tappeto rosso veneziano hanno attirato l’attenzione dell’Academy. Il più nominato è “Frankenstein” di Guillermo del Toro, che ha ottenuto ben nove candidature, tra cui quella per il miglior film. Del Toro, già vincitore dell’Oscar nel 2018 con “La forma dell’acqua”, ha scelto proprio Venezia per presentare la sua rivisitazione del classico di Mary Shelley, girato tra Praga e Londra, con Oscar Isaac e Mia Goth protagonisti. “Venezia è sempre stata casa per le mie storie più personali”, ha raccontato il regista messicano durante la conferenza stampa al Lido.

Lanthimos e Safdie: la nuova onda del cinema d’autore

Non meno importante la presenza di “Bugonia” di Yorgos Lanthimos, che ha raccolto quattro nomination, incluso il miglior film. Il regista greco, già noto per “La favorita” e “Poor Things”, ha portato a Venezia un racconto surreale e tagliente sulle derive della tecnologia, girato tra Atene e Berlino. “A Venezia ho potuto osare e sperimentare”, ha spiegato Lanthimos ai giornalisti italiani dopo la proiezione.

Chiude il quartetto “The Smashing Machine” di Benny Safdie, vincitore al Lido del Leone d’Argento per la migliore regia e ora candidato all’Oscar nella stessa categoria. Il film, ispirato alla vita del lottatore Mark Kerr, ha colpito pubblico e critica per la sua crudezza visiva e la performance di Dwayne Johnson. “Non mi aspettavo un’accoglienza così calorosa, né a Venezia né adesso”, ha ammesso Safdie in collegamento da New York.

Biennale di Venezia: un ponte tra Europa e Hollywood

La Biennale di Venezia ha espresso le sue congratulazioni a tutte le personalità e produzioni nominate con una nota ufficiale diffusa questa mattina. “Questi risultati dimostrano la forza della Mostra come piattaforma internazionale”, si legge nel comunicato firmato dal presidente Roberto Cicutto e dal direttore artistico Alberto Barbera.

Negli ultimi anni, il festival veneziano si è imposto come uno dei principali osservatori del cinema mondiale, capace di anticipare tendenze e lanciare film destinati a lasciare il segno anche oltreoceano. Basti pensare ai successi di “Joker”, “Nomadland” o “La forma dell’acqua”, tutti passati dal Lido prima di trionfare agli Oscar.

Un’edizione che lascia il segno

L’82ª Mostra, tenutasi dal 27 agosto al 6 settembre 2025, aveva già fatto parlare di sé per la qualità della selezione, con autori affermati affiancati da nuove voci. Le 15 candidature agli Oscar sono ora il riconoscimento concreto del lavoro della direzione artistica e dell’organizzazione della Biennale.

In attesa della cerimonia degli Oscar, in programma a Los Angeles il 2 marzo, l’eco delle notti veneziane continua a farsi sentire. E tra i corridoi del Palazzo del Cinema, si mormora già che la vera sfida, quest’anno, si giocherà proprio tra i film che hanno calcato il tappeto rosso del Lido.