Oscar 2026: Sinners e Una Battaglia dominano le nomination

Oscar 2026: Sinners e Una Battaglia dominano le nomination

Oscar 2026: Sinners e Una Battaglia dominano le nomination

Giada Liguori

Gennaio 24, 2026

Los Angeles, 24 gennaio 2026 – “I Peccatori” di Ryan Coogler ha fatto la storia agli Oscar, conquistando 16 nomination, un numero mai visto prima, grazie anche alla nuova categoria dedicata al casting. L’annuncio è arrivato oggi, alle 14 ora italiana, dal Samuel Goldwyn Theater di Beverly Hills, e ha subito acceso i riflettori su una stagione dei premi che si preannuncia davvero combattuta. Il film, un horror politico ambientato nel Mississippi degli anni Trenta, ha superato il record di Titanic e La La Land, fermi a 14 candidature.

“I Peccatori” vola alto: guida la corsa agli Oscar

Ryan Coogler, già famoso per “Black Panther”, ha centrato un risultato mai visto prima all’Academy. “Non me lo sarei mai aspettato, sono senza parole”, ha detto Coogler in diretta da New York. Il film racconta una storia di vendetta e redenzione nel Mississippi razzista del 1932, seguendo tre personaggi interpretati da Michael B. Jordan, Wunmi Mosaku e Delroy Lindo. Oltre alla nomination come miglior film, “I Peccatori” è in gara per la regia, la sceneggiatura originale, le performance dei protagonisti e una lunga serie di premi tecnici: dalla fotografia ai costumi, dal sonoro agli effetti speciali.

“Una Battaglia dopo l’Altra” e la sfida dal respiro internazionale

Dietro Coogler si piazza “Una Battaglia dopo l’Altra”, dark comedy di Paul Thomas Anderson, con ben 13 nomination. Nel cast spiccano Leonardo DiCaprio, Teyana Taylor, Benicio Del Toro e Sean Penn. Anderson è candidato anche per la regia. “È un onore far parte di questa corsa”, ha detto DiCaprio in un’intervista telefonica da Londra. L’edizione 2026 si distingue per l’apertura verso il mondo: tra i dieci film in gara per il miglior film ci sono due titoli non in inglese, il brasiliano “L’Agente Segreto” di Kleber Mendonça e il norvegese “Sentimental Value” di Joachim Trier.

Produzioni in campo e la sfida tra i grandi

Sul fronte delle case di produzione, la Warner Bros domina con 30 candidature totali. Intanto, la battaglia tra Netflix e Paramount per il futuro della distribuzione si fa sempre più serrata. L’Academy ha diffuso i numeri: Neon ha raccolto 18 nomination, Netflix 16, Focus Features (Universal) 13 e A24 11. È un chiaro segnale di quanto le piattaforme streaming stiano prendendo piede nel cinema mondiale.

Sorprese e assenze che fanno discutere

Non sono mancate le sorprese. “Frankenstein” di Guillermo Del Toro, “Marty Supreme” di Josh Safdie e “Sentimental Value” hanno ottenuto nove candidature ciascuno. “Hamnet” di Chloé Zhao, ispirato a Shakespeare, si è fermato a otto. L’esclusione più chiacchierata è quella di “Wicked – Parte 2”, fuori dalla cinquina principale a soli dodici mesi dal successo del primo film. Fuori anche i registi Guillermo Del Toro e Jafar Panahi.

Attori: record e qualche delusione

Tra gli attori spicca Timothée Chalamet, che a soli 30 anni diventa il più giovane a raggiungere tre nomination in carriera. Se dovesse vincere con “Marty Supreme”, batterebbe il record di Adrien Brody come più giovane vincitore dal 2003. Delusione per Paul Mescal, escluso dalla corsa per “Hamnet”, mentre la collega Jessie Buckley è invece in lizza. In “Una Battaglia dopo l’Altra”, la scelta di puntare su Chase Infiniti come protagonista ha lasciato spazio a Teyana Taylor tra i ruoli non principali.

Oscar sempre più globali

Per la prima volta nella storia degli Oscar, quattro attori candidati hanno recitato in lingue diverse dall’inglese: Inga Ibsdotter Lilleaas, Renate Reinsve e Stellan Skarsgård per “Sentimental Value”, Wagner Moura per “L’Agente Segreto”. Il precedente risale al 1976, con tre interpreti non anglofoni.

Italia fuori dai giochi principali, ma presente nella musica

Nessun film italiano tra i finalisti principali: “Familia” di Francesco Costabile non è entrato nelle shortlist, così come i cortometraggi “Eiru” e “Playing God” di Matteo Burani e Giovanna Ferrari. Un riconoscimento arriva però nella categoria canzone originale: “Sweet Dreams of Joy”, dal documentario “Viva Verdi!” sulla casa di riposo per artisti d’opera a Milano, cantata dalla soprano Ana Maria Marinez, sfiderà brani da film americani e sudcoreani.

La cerimonia degli Oscar è in programma per il 15 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles, con il ritorno alla conduzione del comico Conan O’Brien. Ora si aspetta solo la notte delle stelle.