Von der Leyen annuncia un accordo storico con l’India: la madre di tutte le intese commerciali

Von der Leyen annuncia un accordo storico con l'India: la madre di tutte le intese commerciali

Von der Leyen annuncia un accordo storico con l'India: la madre di tutte le intese commerciali

Giada Liguori

Gennaio 24, 2026

Bruxelles, 24 gennaio 2026 – “La madre di tutti gli accordi commerciali. Stiamo per chiudere l’accordo di libero scambio tra Ue e India”. Così, poco dopo le 9 del mattino, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha annunciato su X l’imminente intesa che, a suo dire, potrebbe cambiare profondamente i rapporti tra Unione Europea e India. Nelle prossime ore, von der Leyen volerà a New Delhi insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e all’Alto Rappresentante per la politica estera Kaja Kallas per partecipare al vertice bilaterale.

Ue e India: l’accordo che può rivoluzionare il commercio

La trattativa tra Bruxelles e Nuova Delhi va avanti da mesi, fatta di incontri a porte chiuse e negoziati tecnici. L’obiettivo è chiaro: togliere ostacoli doganali, semplificare gli scambi di beni e servizi, aprire nuove strade per le imprese di entrambi i Paesi. “Siamo molto vicini a un risultato che cambierà il commercio a livello globale”, ha detto una fonte diplomatica europea, con un cauto ottimismo. Secondo quanto filtrato dalla Commissione, il testo dell’accordo è ormai definito nei punti principali.

Il commercio tra Ue e India vale miliardi

L’India è oggi il quinto partner commerciale extraeuropeo per l’Unione, con scambi che nel 2025 hanno superato i 120 miliardi di euro. I settori chiave sono tecnologia, farmaceutica, automotive e tessile. Se l’accordo sarà firmato, si prevede una crescita del 30% in cinque anni, stima la Direzione generale Commercio della Commissione. “Le imprese europee avranno accesso a un mercato di oltre 1,4 miliardi di persone”, ha rimarcato von der Leyen in una nota diffusa ieri sera.

Negoziati duri, ma alla fine un’intesa

Il cammino non è stato semplice. Le delegazioni hanno dovuto discutere su temi delicati: protezione della proprietà intellettuale, standard ambientali, diritti dei lavoratori. L’India ha chiesto più margine di manovra sulle regole di origine e sulle quote agricole, rallentando il processo. “Abbiamo lavorato giorno e notte per trovare un punto d’incontro”, ha raccontato un funzionario europeo coinvolto nei colloqui. Solo nelle ultime settimane, con incontri a Bruxelles e New Delhi, si è arrivati a una bozza condivisa.

Le reazioni tra le capitali europee

A Parigi, il ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha definito il passo “importante per la competitività europea”. A Berlino, il portavoce del governo ha espresso “fiducia nella capacità dell’Europa di costruire alleanze strategiche”. Anche in Italia il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha parlato di “grande opportunità per l’export”. Non mancano però le critiche: alcune associazioni agricole temono danni ai produttori locali, mentre i sindacati chiedono garanzie su salari e condizioni di lavoro.

Vertice a New Delhi: cosa c’è in gioco

Il programma prevede diversi incontri tra i leader europei e il primo ministro indiano Narendra Modi. Al centro del tavolo ci sono commercio, sicurezza energetica e transizione digitale. Fonti diplomatiche indicano che la firma dell’accordo potrebbe arrivare già domani, se non ci saranno intoppi dell’ultimo minuto. “Siamo pronti a voltare pagina”, ha detto Kaja Kallas prima di partire da Bruxelles.

Un accordo con peso geopolitico

L’intesa arriva in un momento delicato per gli equilibri mondiali. Con la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ancora aperta, l’Unione Europea cerca nuovi alleati in Asia. L’India, da parte sua, vuole rafforzare il suo ruolo globale. “Questo accordo è anche un segnale politico”, ha spiegato Antonio Costa ai giornalisti a Bruxelles. Solo dopo la firma si potrà capire davvero l’impatto sulle economie di entrambi i blocchi.

Per ora, resta l’attesa. E la consapevolezza che, come ha scritto von der Leyen, questa potrebbe davvero essere la “madre di tutti gli accordi commerciali”.