Roma, 25 gennaio 2026 – Dal palco dell’evento di Forza Italia, ieri pomeriggio, Carlo Calenda, segretario di Azione, ha lanciato un appello chiaro e deciso: “Questo Paese ha disperato bisogno di liberali, popolari e riformisti”. Parole pronunciate davanti a una sala piena, poco dopo le 18, all’Hotel Parco dei Principi. Il suo discorso ha preso la forma di una vera piattaforma politica. Calenda ha rimarcato: “Non possiamo permettere che questi si pieghino né ai sovranisti di destra né agli estremisti di sinistra”. Un passaggio che ha strappato applausi, ma anche qualche sguardo dubbioso tra i presenti.
Calenda mette i paletti sulle alleanze
Il segretario di Azione non ha lasciato spazio a dubbi sulle possibili alleanze. “Faremo il nostro percorso e, se ci sarà modo di lavorare insieme, sarò felice”, ha detto, aprendo alla collaborazione ma con dei limiti ben precisi. Poi ha tracciato una linea netta: “Non ce la faccio a condividere un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni, Vannacci e Salvini”. Un elenco che spazia da figure del Movimento 5 Stelle a esponenti vicini alla Lega, segno chiaro delle distanze tra Azione e le forze più polarizzate.
Dietro le sue parole c’è la volontà di creare uno spazio a sé per i moderati. Secondo alcuni osservatori, questa posizione potrebbe riaccendere il dibattito sul centro, in vista delle prossime elezioni europee. “Non possiamo più rincorrere le bandiere degli altri”, ha confessato un deputato di Azione a margine dell’incontro.
Forza Italia prova a ricompattare il centro
L’iniziativa di Forza Italia puntava proprio a rimettere in moto il dialogo tra i centristi. Sul palco si sono alternati vari esponenti del partito di Antonio Tajani, insieme a rappresentanti di altre formazioni moderate. L’atmosfera era quella di un appuntamento importante: tra i presenti, nomi come Maurizio Lupi (Noi Moderati), Mara Carfagna (Azione) e diversi amministratori locali.
Tajani, nel suo intervento, ha sottolineato la necessità di “costruire un’alternativa credibile a un bipolarismo esasperato”. Un concetto che Calenda ha ripreso parlando della “fatica di chi vuole fare politica senza urlare”. Fonti interne a Forza Italia dicono che l’obiettivo è mettere insieme una piattaforma comune entro la primavera.
Reazioni tra prudenza e aperture
Le parole di Calenda hanno fatto scattare reazioni diverse tra i possibili alleati. C’è chi vede in lui una chance per rimettere in piedi un progetto centrista, ma non mancano i dubbi sulla possibilità di superare vecchie divisioni. “Serve coraggio per mettersi insieme”, ha ammesso un esponente di Noi Moderati. Ma le distanze restano: il fatto che Azione consideri “impresentabili” nomi come Conte o Salvini non facilita certo il dialogo.
Intanto, dal Movimento 5 Stelle non è arrivata nessuna risposta ufficiale. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) si è limitato a dire: “Ognuno fa le sue scelte”, mentre Angelo Bonelli (Verdi) ha ribadito l’urgenza di “costruire un’alternativa progressista”.
Il centro si prepara alle europee, ma resta diviso
Al centro del dibattito ci sono le prossime elezioni europee. Fonti parlamentari raccontano che Azione sta lavorando a una lista autonoma, senza escludere però intese con altre forze moderate. Forza Italia punta a rafforzare la sua identità popolare nel Partito Popolare Europeo. In questo scenario frammentato, alcuni analisti avvertono il rischio di una dispersione dei voti centristi.
Calenda, però, sembra deciso a non cedere: “Non accetteremo compromessi al ribasso”, ha detto ai giornalisti prima di lasciare l’hotel, poco dopo le 20. Il cantiere del centro resta aperto, tra aperture e veti incrociati. La partita, almeno per ora, è tutt’altro che chiusa.
