Roma, 25 gennaio 2026 – La Corte dei Conti controllerà in anticipo solo la delibera del Cipess che riguarda il piano economico del Ponte sullo Stretto di Messina, escludendo invece tutti gli altri atti e documenti collegati. È quanto si legge in una bozza di decreto legge del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che oggi è stata vista da alcune associazioni ambientaliste e confermata da fonti ufficiali.
Corte dei Conti, un controllo più stretto solo sulla delibera finale
Il testo, consultato dall’ANSA e diffuso da Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF, chiarisce che la Corte dei Conti dovrà esprimersi soltanto sulla delibera adottata dal Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile). Tutti gli altri atti, anche se legati al provvedimento, resteranno fuori dal controllo. Una scelta che, secondo le prime reazioni, potrebbe alleggerire il controllo pubblico sull’intero percorso amministrativo del progetto.
Nel dettaglio, la bozza prevede che il Commissario straordinario – che sarà l’amministratore delegato della Società Stretto di Messina Spa – dovrà inviare al Cipess il piano economico-finanziario insieme agli altri documenti necessari per l’approvazione. Ma sarà solo la delibera finale del Cipess a passare sotto la lente della Corte dei Conti per la verifica di legittimità.
Commissario straordinario, il nuovo ruolo chiave
Il decreto individua nell’amministratore delegato della Società Stretto di Messina Spa il nuovo commissario straordinario del governo per la realizzazione del ponte. Una nomina che concentra ancora di più responsabilità e poteri nella società concessionaria, già incaricata di progettare e gestire il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.
Secondo la bozza, il commissario dovrà trasmettere al Cipess non solo il piano economico-finanziario, ma anche “gli ulteriori atti e documenti” necessari. La Corte dei Conti, però, si limiterà a controllare solo la delibera Cipess. Nel documento si legge infatti: “Costituisce oggetto esclusivo del controllo preventivo della Corte dei conti la delibera adottata dal Cipess”. Tutti gli altri atti restano fuori dal controllo di legittimità.
Associazioni ambientaliste all’attacco: meno trasparenza, più rischi
La notizia è stata resa nota questa mattina dalle principali organizzazioni ambientaliste italiane, che hanno espresso preoccupazione per quella che definiscono una “riduzione degli strumenti di garanzia e trasparenza”. In una nota congiunta, Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF hanno sottolineato come limitare il controllo della Corte dei Conti possa “indebolire la vigilanza pubblica su un’opera dal grande impatto economico e ambientale”.
“Vogliamo che sia garantita la massima trasparenza in ogni fase”, ha detto Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. “Non si può pensare di restringere i controlli proprio su un progetto così delicato”. Anche le altre associazioni hanno chiesto chiarimenti al governo e invitano il Parlamento a valutare con attenzione le possibili conseguenze del decreto.
Ponte sullo Stretto, tempi e prossimi passi
Il Ponte sullo Stretto è tornato al centro del dibattito politico negli ultimi mesi, diventando uno dei progetti infrastrutturali più discussi degli ultimi decenni. Il decreto legge – ancora in bozza – dovrà passare al Consiglio dei ministri nelle prossime settimane. Solo allora si potrà capire se il testo cambierà e se le richieste delle associazioni ambientaliste saranno accolte.
Nel frattempo, fonti del Ministero delle Infrastrutture spiegano che limitare il controllo preventivo della Corte dei Conti serve a “snellire le procedure” e a velocizzare le decisioni. Ma non tutti sono d’accordo: alcuni giuristi contattati da alanews.it avvertono che così “si rischia di creare zone d’ombra proprio dove servirebbe chiarezza totale”.
Il progetto sotto i riflettori, tra sviluppo e dubbi
Il dibattito sul Ponte sullo Stretto resta acceso. Da un lato, c’è la spinta a modernizzare le infrastrutture e a sostenere lo sviluppo economico; dall’altro, crescono i timori per l’impatto sull’ambiente e per come saranno gestite le risorse pubbliche. La partita si gioca anche sulla trasparenza: limitare il controllo della Corte dei Conti segna un nuovo capitolo in una storia che, dopo decenni, continua a dividere la società e le istituzioni.
