Roccaraso (L’Aquila), 25 gennaio 2026 – “La rottamazione delle cartelle esattoriali deve valere anche per i Comuni”. Così ieri pomeriggio, davanti alla platea di “Idee in movimento”, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha rilanciato il tema dei crediti fiscali locali. Un segnale forte che potrebbe cambiare le cose per migliaia di amministrazioni e contribuenti. L’intervento è arrivato durante la seconda giornata dell’evento organizzato dalla Lega a Roccaraso, nel cuore dell’Abruzzo, dove si sono succeduti esponenti di governo e amministratori locali.
Rottamazione cartelle: l’idea di estenderla ai Comuni
Giorgetti ha messo in chiaro che bisogna “smaltire l’immenso magazzino di crediti accertati” che da decenni pesa sui bilanci dei Comuni italiani. Serve una soluzione pratica. “Una transazione con i contribuenti potrebbe aprire una nuova stagione”, ha detto dal palco del Palacongressi, davanti a sindaci, assessori e militanti. Il punto è replicare, a livello locale, quel modello che ha funzionato a livello statale: dare la possibilità ai cittadini di chiudere i conti con il fisco pagando solo una parte, senza sanzioni o interessi.
Un fardello da oltre 50 miliardi
I numeri sono chiari. Secondo i dati del Ministero dell’Economia aggiornati al 2025, i bilanci comunali italiani registrano crediti per più di 50 miliardi di euro. Gran parte di questi soldi, però, è difficile da incassare. Parliamo di multe non pagate, tasse arretrate, tributi minori accumulati nel tempo. “Molti di questi crediti sono ormai inesigibili – spiega un funzionario del Comune di Pescara – ma restano in bilancio e bloccano risorse, rendendo complicata la gestione finanziaria”. Il problema riguarda sia grandi città come Roma e Milano, sia piccoli centri dell’entroterra.
La Lega spinge, gli amministratori sono cauti
La proposta di Giorgetti segue la linea già tracciata dalla Lega negli ultimi mesi. “Abbiamo lavorato per dare respiro a cittadini e enti locali”, ha rimarcato il ministro, sottolineando come la rottamazione possa essere una via d’uscita sia per chi fatica a pagare, sia per le amministrazioni con bilanci bloccati. Tra i sindaci presenti a Roccaraso, però, la reazione è stata prudente ma attenta. “Serve una norma chiara – avverte Gianfranco Di Piero, sindaco di Sulmona – perché ogni Comune ha situazioni e rischi diversi”. Qualcuno teme che una sanatoria troppo ampia possa penalizzare chi ha sempre pagato regolarmente.
Le sfide tecniche e politiche
Non mancano gli ostacoli. Dal punto di vista tecnico, serve mettere a punto criteri uniformi per la transazione e garantire che le entrate reali non mettano a rischio i servizi essenziali. Sul piano politico, la misura dovrà passare per un confronto con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e inserirsi in un quadro normativo più ampio. “Siamo pronti al dialogo – dice il presidente ANCI Antonio Decaro – ma servono certezze per la tenuta dei bilanci”.
Verso un dibattito in Parlamento
La rottamazione locale potrebbe arrivare presto in Parlamento. Fonti vicine al Ministero dell’Economia confermano che si sta lavorando a una proposta con una finestra temporale limitata e regole precise per accedere alla transazione. L’obiettivo è chiaro: liberare i bilanci comunali da crediti quasi impossibili da incassare e dare ai cittadini la possibilità di mettere ordine senza pagare extra.
Il dibattito resta aperto. “Solo quando vedremo il testo definitivo – confida un sindaco abruzzese – capiremo se è davvero una svolta o l’ennesima promessa”. Intanto, nei corridoi del Palacongressi di Roccaraso, il tema continua a tenere banco. E la stagione della rottamazione, almeno nelle intenzioni del governo, sembra destinata a espandersi.
