Milano, 25 gennaio 2026 – Eugenio Monti, il celebre “Rosso Volante” delle Dolomiti, torna a vivere sullo schermo grazie al film tv che Rai1 trasmetterà il prossimo 23 febbraio. La pellicola, presentata in anteprima il 24 gennaio durante l’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, racconta la vita di uno degli atleti più amati dello sport italiano, capace di trasformare la velocità in leggenda e la lealtà in un esempio per tutti.
Eugenio Monti, una leggenda sulle piste e nel cuore
Nato a Dobbiaco nel 1928 e cresciuto tra le cime delle Dolomiti, Monti ha sempre avuto un legame speciale con la velocità. “Era veloce in tutto: in moto, in auto, sugli sci”, ricordano gli amici di una vita. Ma è sul ghiaccio che ha lasciato il segno: nel bob, disciplina in cui è diventato il più medagliato di sempre. Il soprannome “Rosso Volante” – coniato da Gianni Brera – nasce proprio dalla sua chioma rossa e dalla sua abilità nel sfrecciare sulla neve come pochi.
A dare volto a Monti è Giorgio Pasotti, che ha raccontato di aver scoperto la sua storia quasi per caso: “Mi hanno chiesto di leggere qualche pagina sulla sua vita. È stato un colpo di fulmine. Per dieci anni ho provato a portare questa storia a teatro, poi mi sono presentato da Maria Pia Ammirati, la direttrice. Anche lei ne è rimasta colpita”, ha detto l’attore durante la conferenza stampa nella sede Rai di via Alessandro Severo a Roma.
Un cast che dà vita a una storia di sport e umanità
Il film, firmato da Alessandro Angelini e scritto da Silvia Napolitano, Giorgio Pasotti e Valerio Bariletti, si ispira liberamente al libro “Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda” di Stefano Rotta. Tra gli interpreti, anche Andrea Pennacchi nei panni di Gianni Brera, Stefano Scandaletti (Sergio Siorpaes), Maurizio Donadoni (Podar) e Denis Tantucci, che interpreta Linda Lee, la moglie di Monti.
La produzione è frutto della collaborazione tra Rai Fiction, Wonder Film e Wonder Project. Alla presentazione erano presenti anche la direttrice Maria Pia Ammirati e Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera.
Il gesto che ha segnato la storia delle Olimpiadi
Il cuore del racconto si concentra su un episodio rimasto nella memoria di tutto il mondo sportivo: Innsbruck 1964. Monti, trentaseienne e già campione affermato, inseguiva ancora l’oro olimpico. Durante la gara decisiva, si accorge che il rivale britannico Tony Nash ha perso un bullone dal bob. Monti non ci pensa due volte: gli presta il suo, permettendo a Nash di finire la discesa e vincere l’oro.
Un gesto che fece parlare molto: alcuni lo considerarono ingenuo, altri un atto di grandezza. Monti lo spiegò così: “Nash ha vinto perché è andato più veloce”. Il Comitato Olimpico Internazionale gli conferì il premio Pierre De Coubertin per il fair play, riconoscendo la nobiltà d’animo prima ancora dei risultati.
Dalla delusione all’oro: il riscatto di Grenoble 1968
Il film segue Monti negli anni successivi a quella giornata. Tra allenamenti duri, sacrifici e nuove sfide. Solo nel 1968, alle Olimpiadi di Grenoble, Monti riuscirà finalmente a portare a casa la medaglia d’oro tanto desiderata. Un traguardo che chiude il cerchio di una carriera straordinaria e restituisce l’immagine di un uomo che ha messo i valori davanti allo sport.
“Alle Olimpiadi mi commuovo come un bambino”, ha confessato Pasotti. “Ci sono sport poco raccontati, atleti che vivono quattro anni per una medaglia senza grandi sponsor. Questa storia doveva essere raccontata”.
Un’eredità che parla ancora oggi
Eugenio Monti resta un modello per chi crede nello sport come scuola di vita. Il film “Rosso Volante” – in onda su Rai1 il 23 febbraio – non è solo un omaggio a un campione, ma anche un invito a riscoprire il vero senso della competizione e della solidarietà. Una storia che attraversa le generazioni e si intreccia con la storia delle Olimpiadi italiane, proprio nell’anno in cui Milano e Cortina si preparano ad accogliere i Giochi Invernali.
