Ildikó Enyedi premiata con l’Eastern Star Award al Trieste Film Festival

Ildikó Enyedi premiata con l'Eastern Star Award al Trieste Film Festival

Ildikó Enyedi premiata con l'Eastern Star Award al Trieste Film Festival

Giada Liguori

Gennaio 25, 2026

Trieste, 25 gennaio 2026 – Alla regista ungherese Ildikó Enyedi va l’Eastern Star Award della 37ª edizione del Trieste Film Festival, premio che ogni anno celebra chi riesce a creare un legame tra l’Europa dell’Est e quella dell’Ovest attraverso il cinema. La cerimonia si terrà stasera al Politeama Rossetti, dove Enyedi sarà presente per la proiezione del suo ultimo film, Silent Friend, subito dopo la premiazione.

Un ponte tra Est e Ovest: il valore del premio

Il Trieste Film Festival ha scelto di omaggiare Enyedi per il modo unico con cui racconta le trasformazioni della società europea. “Ildikó Enyedi è una delle voci più originali del cinema contemporaneo ungherese”, ha detto Nicoletta Romeo, direttrice artistica del festival, durante la conferenza stampa. Romeo ha sottolineato come la regista, fin dagli esordi, abbia esplorato il ruolo delle donne nel mondo, mescolando scienza, storia, arte e femminismo in un viaggio verso l’alba del modernismo. Un percorso che il festival ha voluto riconoscere, evidenziando come il suo lavoro incarna i valori e lo spirito della manifestazione.

Silent Friend: l’attesa per il film

La proiezione di Silent Friend è in programma alle 21.00. Il film, già passato in altri festival europei, arriva a Trieste con grande attesa. Il Politeama Rossetti – cuore pulsante della manifestazione – si riempirà di pubblico e addetti ai lavori per una serata che promette emozioni forti. Enyedi, che ha firmato titoli come Corpo e anima (Orso d’Oro a Berlino nel 2017), torna così a confrontarsi con il pubblico italiano, raccontando una storia che intreccia memoria e natura umana.

Il premio Cei a Electing Ms Santa

Non solo grandi nomi internazionali. Il festival ha assegnato il Premio Cei (Iniziativa Centro Europea) al film Electing Ms Santa di Raisa Răzmeriță. Presentato in anteprima nazionale nella sezione documentari in concorso, il film segue la vicenda di Elena, una donna di 42 anni che vive in un piccolo villaggio della Moldavia. Il documentario racconta il suo cammino verso l’emancipazione dalle regole sociali e familiari, offrendo uno sguardo sincero sulla realtà dell’Europa orientale di oggi. Per la giuria, il film “interpreta con sensibilità il dialogo tra le culture”, tema centrale della rassegna.

U Cinemittu: il Cinema Warrior 2026

Un riconoscimento speciale, il Cinema Warrior 2026, è andato a U Cinemittu, considerato il cinema più piccolo d’Italia. Solo dodici posti, in una saletta raccolta nel borgo di Longone Sabino, in provincia di Rieti. Dietro l’iniziativa c’è anche l’attore romano Luca Marinelli, che con altri appassionati ha dato nuova vita alla cultura del paese. “Abbiamo voluto restituire al territorio un luogo di incontro e scoperta”, ha raccontato Marinelli ai giornalisti. La giuria ha evidenziato come U Cinemittu rappresenti “un esempio concreto di resistenza culturale e innovazione”, capace di portare il cinema anche dove sembrava impossibile.

Trieste Film Festival: lo sguardo sull’Europa

La 37ª edizione del Trieste Film Festival conferma così il suo ruolo internazionale e la sua capacità di essere un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze del cinema europeo. Tra proiezioni, incontri e premi, la città si trasforma in questi giorni in un punto d’incontro di storie e linguaggi diversi. Gli organizzatori hanno ricordato che il festival nasce proprio per favorire il dialogo tra Est e Ovest, in una terra – quella del Friuli Venezia Giulia – da sempre segnata da confini e incroci culturali.

Il festival proseguirà fino al 28 gennaio, con un programma fitto di appuntamenti che vedrà alternarsi registi affermati e giovani talenti. Per molti spettatori, un’occasione per scoprire nuove voci e punti di vista freschi sul presente europeo.