Trieste, 25 gennaio 2026 – “Fantasy” della regista slovena Kukla ha trionfato aggiudicandosi il Premio Trieste come miglior lungometraggio alla 37ª edizione del Trieste Film Festival, che chiude oggi con la cerimonia al Politeama Rossetti. Il film, girato anche nel quartiere di Rozzol Melara, segue il percorso di tre giovani donne poco più che ventenni, alle prese con la scoperta di sé, il desiderio e le sfide legate al proprio genere.
Tra realtà e fantasia: la forza di “Fantasy”
La giuria ha scelto “Fantasy” per la sua capacità di mescolare realtà e immaginazione con leggerezza e freschezza, come spiega la motivazione ufficiale. Il film, dicono i giurati, “trasporta lo spettatore in una storia raccontata con rispetto, attenzione e tanta empatia, mettendo a fuoco le difficoltà di crescere come giovane donna in un ambiente molto tradizionale”. Un premio che arriva dopo una settimana intensa, durante la quale Trieste si è trasformata in un crocevia di storie e culture diverse.
Girato tra Slovenia e Trieste, il film di Kukla ha colpito per la sua narrazione intima e per la scelta di alcune scene ambientate nel quartiere popolare di Rozzol Melara. Un dettaglio che non è sfuggito al pubblico locale, che ha riconosciuto scorci familiari sul grande schermo. “Abbiamo voluto raccontare una storia universale partendo da luoghi concreti”, ha spiegato la regista durante un incontro con gli spettatori.
Oltre 150 ospiti da tutto il mondo
La chiusura del festival è stata anche il momento per fare il bilancio. Monica Goti, presidente dell’associazione organizzatrice Alpe Adria Cinema, e Nicoletta Romeo, direttrice artistica, hanno rimarcato l’internazionalità dell’evento: “Abbiamo accolto più di 150 ospiti da 36 Paesi, voci e volti provenienti dall’Europa e non solo, protagonisti in oltre 150 film”, hanno detto.
Non solo proiezioni: più di 100 studenti sono stati ospitati a Trieste per i programmi Academy e Journalism Lab, mentre oltre 700 professionisti del cinema hanno partecipato a When East Meets West, il forum dedicato alla coproduzione europea. “Ogni anno crescono i titoli che qui si possono vedere in anteprima”, ha aggiunto Romeo. “Film che poi arriveranno presto nelle sale italiane grazie alle distribuzioni nazionali che hanno risposto al nostro invito”.
Documentari e corti premiati
Il Premio Alpe Adria Cinema per il miglior documentario è andato a “Welded together” di Anastasija Mirošničenko, una storia di famiglia che affronta il tema della ricomposizione del passato. La regista bielorussa ha ringraziato con poche parole: “È un onore essere qui, in un festival che dà spazio a storie difficili ma necessarie”.
Tra i cortometraggi, il Premio Tsff Corti è stato assegnato a “The spectacle” di Bálint Kenyeres, che racconta con delicatezza la vita di un giovane ragazzo rom in cerca della propria luce. Un film apprezzato per lo sguardo attento e la cura nei dettagli quotidiani.
I premi del pubblico
Anche il pubblico ha espresso la sua preferenza. Tra i lungometraggi in gara, ha vinto “Brat” di Maciej Sobieszczański. Nei documentari, il voto popolare è andato a “Militantropos” di Yelizaveta Smith, mentre tra i corti ha trionfato “Found&lost” di Reza Rasouli.
Le reazioni in sala sono state immediate: applausi lunghi e qualche commento sommesso tra gli spettatori. “Quest’anno la selezione era davvero ricca”, ha detto una spettatrice uscendo dal Politeama Rossetti. “Si sente la voglia di raccontare storie nuove, anche quelle che fanno un po’ riflettere”.
Trieste, cuore pulsante del cinema centro-europeo
Con la chiusura della 37ª edizione, il Trieste Film Festival si conferma un punto di riferimento per il cinema dell’Europa centro-orientale. Un posto dove le storie si incontrano e si mescolano, tra sale piene e discussioni informali nei bar della città. Solo allora, quando le luci si spengono e restano le immagini, si capisce davvero cosa vuol dire portare il mondo a Trieste – anche solo per una settimana.
