Nicholas Pike conquista l’Oscar con Viva Verdi! L’ispirazione degli artisti di Milano

Nicholas Pike conquista l'Oscar con Viva Verdi! L'ispirazione degli artisti di Milano

Nicholas Pike conquista l'Oscar con Viva Verdi! L'ispirazione degli artisti di Milano

Giada Liguori

Gennaio 25, 2026

Milano, 25 gennaio 2026 – C’è un’unica presenza italiana tra i candidati alla 98ª edizione degli Academy Awards: è “Sweet Dreams of Joy”, la canzone originale firmata da Nicholas Pike per il documentario “Viva Verdi!”, girato interamente a Milano. Il brano, che unisce sonorità operistiche e moderne, accompagna la storia della storica Casa Verdi, la residenza per musicisti voluta da Giuseppe Verdi nel cuore della città lombarda.

Un brano nato dall’istinto e dalla storia di Casa Verdi

“Mi sento all’improvviso molto ansioso. Ma è un’ansia bella, elettrica. Sono emozionato”, ha raccontato Pike durante un incontro all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, dove ha svelato come è nato il pezzo. “Non capita spesso che un’aria d’opera contemporanea arrivi agli Oscar”, ha aggiunto il compositore, già premiato con un Emmy per la colonna sonora del documentario HBO “In Tahrir Square: 18 Days of Egypt’s Unfinished Revolution” (2023). Con un background tra jazz e musica classica, Pike ha spiegato di aver scritto la melodia quasi d’impulso, dopo aver visto una clip di dodici minuti del film: “Era piena di vita, positiva, bellissima. Ho scritto la melodia in uno o due giorni, poi il testo è arrivato la settimana dopo”.

La casa dei musicisti voluta da Verdi

La storia raccontata in “Viva Verdi!” affonda le radici nel passato. Con i guadagni delle sue opere più famose – da “La Traviata” a “Rigoletto” – Giuseppe Verdi comprò una villa neogotica in piazzale Buonarroti e la trasformò in una casa per musicisti professionisti rimasti senza un sostegno economico dopo la fine della carriera. Da allora, Casa Verdi ha ospitato più di 1.500 artisti; oggi ne accoglie circa 65, tra cantanti, pianisti, ballerini e direttori d’orchestra. Tra stanze affrescate e mobili d’epoca, questi artisti continuano a esibirsi e a trasmettere la loro esperienza ai giovani.

Un racconto corale tra Milano e Hollywood

La regista Yvonne Russo ha scelto un approccio discreto per avvicinarsi agli ospiti di Casa Verdi, raccontando le loro storie con uno stile quasi invisibile. Il montaggio è firmato da Federico Conforti, livornese già premiato con il David di Donatello per “Jeeg Robot” e oggi residente a Los Angeles. Dietro le quinte c’è anche un’altra italiana: Celine Di Stasio, che si è occupata della traduzione e della post-produzione. Il documentario, nato a Hollywood ma radicato a Milano, porta alla luce una realtà poco conosciuta, anche in Italia.

L’energia degli artisti che non si fermano mai

L’ispirazione per “Sweet Dreams of Joy” è arrivata a Pike proprio ascoltando gli anziani artisti di Casa Verdi: “Le loro carriere non sono finite. Continuano, fanno da mentori ai giovani, la musica li accompagna fino alla fine”, ha spiegato il compositore. “Quell’energia, quello spirito erano inebrianti. Volevo scrivere un pezzo che rispecchiasse proprio questo: la vitalità, la gioia, la forza che nasce dal continuare a creare”. Questo sentimento emerge anche dalle immagini del documentario, dove i residenti – tra una prova al pianoforte e una chiacchierata nei corridoi – mostrano che la passione per la musica non ha età.

Una storia italiana sotto i riflettori del mondo

“Viva Verdi!” porta così alla ribalta internazionale una pagina poco conosciuta della cultura musicale italiana. La candidatura agli Oscar della canzone di Pike è un riconoscimento non solo per il talento del compositore, ma anche per la storia collettiva custodita tra le mura di Casa Verdi. In attesa della cerimonia di premiazione, prevista per marzo a Los Angeles, l’emozione tra i protagonisti è palpabile. “È raro che un’aria d’opera contemporanea arrivi agli Oscar”, ha ricordato Pike. Eppure, questa volta, il sogno – dolce o meno – parla italiano.