Minneapolis, 25 gennaio 2026 – La morte di Alex Pretti, avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì a Minneapolis, scuote profondamente l’America. L’ex presidente Barack Obama ha parlato nel pomeriggio di “una tragedia straziante”, invitando tutti gli americani, a prescindere dal partito, a considerare questo fatto un “campanello d’allarme”. Parole che colpiscono in un Paese già diviso da tensioni sulla sicurezza e l’immigrazione.
Obama: “Una tragedia che deve far riflettere tutti”
La polizia locale ha ricostruito così l’accaduto: Alex Pretti, 27 anni, americano di origini italiane, è stato raggiunto da un colpo di pistola durante un blitz di agenti federali dell’immigrazione. L’intervento è scattato poco dopo le 22, in un quartiere residenziale a nord della città, a seguito di una segnalazione anonima. I testimoni parlano di almeno tre spari e di Pretti che cadeva sul marciapiede davanti al civico 1427 di Lyndale Avenue. “Abbiamo sentito le urla e poi quei colpi secchi”, racconta ancora scossa Mary Johnson, una vicina.
Obama punta il dito contro la gestione federale
Nella nota diffusa alle 16, Obama non ha risparmiato critiche alla gestione degli agenti federali dell’immigrazione. “Gli americani si aspettano che agiscano nel rispetto della legge e con responsabilità”, ha scritto. “Devono lavorare insieme alle autorità locali e statali, non contro di loro, per garantire sicurezza. Quello che è successo in Minnesota dimostra il contrario”. Un messaggio chiaro: secondo l’ex presidente, c’è una frattura tra istituzioni federali e comunità locali.
Indagini aperte, prime reazioni politiche
Le autorità del Minnesota hanno avviato un’indagine per fare luce su quanto successo. Il procuratore della contea di Hennepin, Mark Ellison, ha detto che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, inclusa la possibilità di incriminare gli agenti coinvolti. La governatrice dello Stato, Amy Klobuchar, ha chiesto “massima trasparenza” e ha garantito che “nessuno sarà al di sopra della legge”. Nel frattempo, davanti al municipio di Minneapolis, decine di persone si sono radunate con cartelli che chiedono giustizia per Pretti. Slogan come “Stop alla violenza federale” hanno trovato spazio anche sui media nazionali.
Sicurezza pubblica e diritti civili al centro del dibattito
La vicenda riaccende il dibattito sulla sicurezza negli Stati Uniti e sul ruolo delle forze federali nelle comunità locali. Secondo il Dipartimento di Giustizia, nel 2025 ci sono stati oltre 120 casi di uso eccessivo della forza da parte di agenti federali in operazioni legate all’immigrazione. Un dato che preoccupa associazioni come l’ACLU, che chiede di rivedere le procedure operative. “Non possiamo permettere che la sicurezza sia una scusa per violare i diritti fondamentali”, ha detto in serata James Carter, portavoce dell’organizzazione.
Minnesota di nuovo sotto i riflettori
Il Minnesota non è nuovo a episodi controversi legati alla polizia. Due anni fa il caso George Floyd aveva scatenato proteste in tutto il mondo. Ora la morte di Alex Pretti rischia di riaprire ferite mai del tutto chiuse. La città è in fermento: negozi chiudono prima, pattuglie presidiano le strade, e i residenti si chiedono cosa accadrà nei giorni a venire. “Serve una riforma vera”, confida al telefono un consigliere comunale, che preferisce restare anonimo.
Un Paese diviso tra paura e voglia di giustizia
Le indagini vanno avanti e la polizia promette aggiornamenti entro 48 ore. Intanto rimane forte la sensazione di un Paese spaccato tra paura e richiesta di giustizia. Le parole di Obama suonano come un avvertimento: “Molti dei valori fondamentali della nostra nazione sono sotto attacco”. Frase che rimbalza nei corridoi del Congresso e nelle piazze virtuali, dove si moltiplicano appelli e testimonianze. Ma la vera prova arriverà solo quando i riflettori si spegneranno.
