Roma, 25 gennaio 2026 – L’Europa deve restare unita in un momento storico segnato da tensioni e incertezze. Questo il messaggio forte lanciato da Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, durante il Forum internazionale del Turismo che si è svolto stamattina a Roma. Orsini non ha usato mezze parole nel giudicare il recente voto europeo sul dossier Mercosur, definendolo “molto miope” e invitando le istituzioni a non chiudersi davanti alle opportunità che arrivano dai mercati esteri.
Orsini: “Chiudersi è un errore, serve reciprocità”
Di fronte a una platea di imprenditori, rappresentanti istituzionali e addetti al turismo, Orsini ha ribadito quanto sia importante la “reciprocità” nei rapporti commerciali. “Credo che la reciprocità sia fondamentale. Chiudersi è un errore grave”, ha detto il presidente degli industriali, riferendosi alle divisioni che hanno bloccato il voto sull’accordo con i paesi del Sud America. Parliamo del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), fermo dopo anni di trattative.
Orsini ha sottolineato che in un mondo segnato da guerre commerciali e nuove alleanze, l’Europa rischia di perdere terreno se non parla con una voce unica. “In un momento come questo, l’Europa deve mostrarsi compatta”, ha ribadito, mettendo in guardia sulle scelte protezionistiche che rischiano di fare male al sistema produttivo italiano.
Nuovi orizzonti: India e Arabia Saudita nel mirino
Non solo Sud America. Il presidente di Confindustria ha allargato lo sguardo ai mercati emergenti, indicando India e Arabia Saudita come prossime tappe fondamentali per l’export italiano. “Dopo il Mercosur, mi aspetto che l’India diventi un mercato chiave e che si allarghino gli scambi con l’Arabia Saudita. È una strada da seguire con decisione”, ha confidato ai giornalisti presenti. Una chiara spinta verso un’apertura commerciale che va oltre i confini europei.
Orsini ha ricordato come la crescita delle esportazioni abbia spinto l’economia italiana negli ultimi anni. Ma ha avvertito che senza nuovi accordi e senza un piano condiviso a livello europeo, molte imprese rischiano di restare indietro nei grandi flussi internazionali.
Divisioni interne e interesse nazionale
L’accordo con il Mercosur ha diviso anche la politica italiana. Alcuni partiti temono ripercussioni sull’agricoltura e sull’industria, altri vedono vantaggi in termini di accesso ai mercati e competitività. Dal palco del Forum, Orsini ha invitato tutti a superare le divisioni di parte: “Qui serve mettere l’interesse del paese davanti a tutto”, ha detto con chiarezza.
Fonti vicine a Confindustria raccontano che la posizione di Orsini rispecchia un malumore diffuso tra gli imprenditori, preoccupati dalle incertezze che pesano sull’export. “Non possiamo restare fermi mentre altri paesi chiudono accordi e conquistano mercati”, ha spiegato un dirigente del settore manifatturiero presente all’evento.
Il quadro internazionale e le prospettive per l’Italia
Il tema della unità europea torna al centro in un momento in cui le tensioni tra Stati Uniti, Cina e Russia stanno cambiando gli equilibri globali. L’Italia, che nel 2025 ha esportato verso paesi extra-UE per circa 220 miliardi di euro (dati Istat), guarda con attenzione alle nuove occasioni che arrivano dai mercati emergenti. Ma, come ha ricordato Orsini, solo una strategia condivisa può portare a risultati concreti e duraturi.
Il Forum internazionale del Turismo si è chiuso tra gli applausi dei presenti, ma anche con molte domande aperte. La partita sul Mercosur è ancora tutta da giocare. E la voce degli industriali italiani, oggi più che mai, chiede a gran voce che l’Europa non si giri dall’altra parte.
