Tajani: il centrosinistra è in declino, rimane solo la sinistra

Tajani: il centrosinistra è in declino, rimane solo la sinistra

Tajani: il centrosinistra è in declino, rimane solo la sinistra

Matteo Rigamonti

Gennaio 25, 2026

Milano, 25 gennaio 2026 – “Possiamo fare di più se allarghiamo i nostri confini”. Con questa frase, ieri sera Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, ha chiuso l’incontro milanese “Più libertà, più crescita”. Nel cuore di Milano, tra le sale piene del Centro Congressi di via Gattamelata, Tajani ha tracciato la strada del partito per i prossimi mesi, puntando a “prendere quegli spazi lasciati vuoti” e a intercettare gli elettori che oggi, secondo lui, si sentono senza una vera rappresentanza.

Forza Italia vuole andare oltre il centrodestra

Davanti a una platea fatta di amministratori locali, parlamentari e simpatizzanti, il leader azzurro ha ribadito la necessità di “costruire una grande forza popolare, europeista e atlantica”. Non un semplice appello ai moderati, ma un messaggio rivolto a chi – nelle sue parole – “si è perso” dopo la crisi del centrosinistra. “Il centrosinistra è morto, ora c’è solo la sinistra”, ha detto Tajani, tra applausi e qualche sguardo dubbioso.

L’obiettivo non è più solo essere “il centro del centrodestra”, ma diventare “il centro della politica del Paese”. Un’ambizione che, secondo lui, passa attraverso l’allargamento dei confini tradizionali di Forza Italia e l’apertura a nuove sensibilità. “Dobbiamo parlare a chi non si riconosce più nei vecchi schieramenti”, ha spiegato dal palco poco dopo le 19.30.

Spazi politici da riconquistare

Il ragionamento di Tajani parte da un dato: l’elettorato moderato oggi non ha punti di riferimento solidi. “Ci sono milioni di italiani che non votano più o che si sentono senza una casa politica”, ha raccontato ai giornalisti nel backstage. Secondo lui, proprio in questi spazi vuoti si giocherà la partita nei prossimi mesi.

Non sono mancati richiami alle prossime elezioni europee e alle amministrative di primavera. “Sarà fondamentale presentare liste credibili e radicate sul territorio”, ha sottolineato Tajani, ricordando che Forza Italia ha già iniziato a parlare con esponenti civici e realtà associative. “Non basta più rivolgersi solo agli elettori storici”, ha aggiunto, “serve un progetto ampio e inclusivo”.

Alleati sì, ma con un’identità chiara

Sul fronte delle alleanze, Tajani ha confermato la fedeltà al governo guidato da Giorgia Meloni, ma ha anche messo in chiaro qualche differenza. “Siamo parte della maggioranza, ma abbiamo una nostra identità”, ha spiegato. In particolare, ha sottolineato l’importanza di mantenere saldo il legame europeo e atlantico dell’Italia. “Su questi temi non possiamo permetterci ambiguità”, ha detto con decisione.

Tra i presenti, diversi volti storici del partito hanno accolto con favore le parole del leader. “Serve coraggio per rilanciare il centro”, ha commentato Mariastella Gelmini, mentre Alessandro Sorte, coordinatore lombardo, ha parlato di “un nuovo inizio”. Qualcuno però, nei corridoi, si è chiesto se davvero Forza Italia riuscirà a conquistare nuovi consensi fuori dai suoi confini tradizionali.

Le reazioni e cosa ci aspetta

L’intervento di Tajani non è passato inosservato nemmeno tra gli avversari. Dal Partito Democratico, il deputato Sandro Fabbri ha bollato come “pura propaganda” l’idea che il centrosinistra sia finito. Più cauta la risposta di Italia Viva, che ha invitato Forza Italia a “dimostrare con i fatti l’apertura ai moderati”.

Intanto, tra i militanti azzurri si respira un clima di attesa. “C’è voglia di tornare protagonisti”, ha raccontato una giovane consigliera comunale di Monza. Resta però una sfida aperta: ricostruire un centro politico in Italia non sarà facile. Solo i prossimi mesi diranno se la strategia lanciata ieri da Tajani riuscirà davvero a cambiare gli equilibri della politica nazionale.