Tajani: la Consob ha bisogno di un leader neutrale, la legge parla chiaro

Tajani: la Consob ha bisogno di un leader neutrale, la legge parla chiaro

Tajani: la Consob ha bisogno di un leader neutrale, la legge parla chiaro

Giada Liguori

Gennaio 25, 2026

Roma, 25 gennaio 2026 – Sullo stallo per la nomina del presidente della Consob, il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha fatto chiarezza oggi, a margine di un evento del partito nella capitale. Non si tratta, ha detto, di un vero e proprio blocco. “Si è provato a portare in Consiglio dei Ministri una decisione mai discussa prima”, ha spiegato Tajani, sottolineando che la posizione di Forza Italia nasce da una questione di metodo e di principio. “Noi non votiamo cose che non conosciamo e non condividiamo”, ha aggiunto, lasciando capire che la scelta del nuovo capo dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari resta aperta.

Consob, serve trasparenza e garanzie

Per Tajani, la situazione internazionale e il ruolo stesso della Consob – organismo di garanzia, non di parte – richiedono cautela. “In questo momento, con la situazione finanziaria internazionale così incerta, serve una figura indipendente”, ha ribadito il leader azzurro. Il punto è assicurarsi che la presidenza dell’ente vada a una persona che garantisca trasparenza e che non rappresenti direttamente nessuna forza politica. Tajani ha citato la legge Frattini, che regola le nomine negli organismi indipendenti: “La legge c’è, basta leggerla”, ha scandito davanti ai giornalisti.

Nessun veto personale, ma serve un’intesa

Il nodo, secondo quanto emerso nelle ultime settimane, riguarda soprattutto il nome del sottosegretario all’Economia Federico Freni, indicato da una parte della maggioranza come possibile presidente della Consob. Tajani ha voluto precisare che non ci sono motivi personali dietro le riserve di Forza Italia: “Nessun problema personale con il sottosegretario Freni”, ha assicurato. La questione è piuttosto di metodo e della necessità di trovare un’intesa. “Dobbiamo arrivare a un accordo per scegliere la persona migliore”, ha sottolineato, lasciando intendere che i confronti tra le forze di maggioranza continueranno nei prossimi giorni.

Le regole sulle nomine e il clima in maggioranza

La partita sulla presidenza della Consob si inserisce in un quadro più ampio di equilibri interni al governo. La legge Frattini – richiamata da Tajani – stabilisce che le nomine negli organismi di garanzia devono rispettare criteri di indipendenza e trasparenza. Proprio su questo punto, in passato, si sono registrate tensioni tra le forze politiche chiamate a trovare un compromesso. Fonti parlamentari rivelano che il tema è stato già discusso informalmente tra i leader della maggioranza nelle settimane scorse, senza però arrivare a una proposta condivisa.

Prossimi passi e scenari in campo

Al momento non è chiaro quando il dossier tornerà sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Tajani ha ribadito che Forza Italia non intende mollare su un punto fondamentale: “Noi partiamo da un principio”, ha ripetuto più volte durante l’incontro con i giornalisti. La scelta del nuovo presidente della Consob, in un momento segnato da turbolenze sui mercati internazionali e da un’attenzione crescente alla trasparenza degli organismi di controllo, resta una delle priorità dell’agenda politica.

Nel frattempo, tra i corridoi di Montecitorio circolano voci su possibili candidati alternativi. Nessuna conferma ufficiale, almeno per ora. Ma la sensazione – raccolta tra deputati e senatori della maggioranza – è che la partita sia tutt’altro che chiusa. “Serve una figura super partes”, ha confidato un esponente di Forza Italia poco prima dell’evento romano. Solo allora, forse, si potrà davvero parlare di svolta sulla presidenza della Consob.