Napoli, 26 gennaio 2026 – Un viaggio nell’anima, sospeso tra vita e aldilà, prende forma sul grande schermo con “Averno Hotel”, il nuovo film di Pino Carbone che arriva in questi giorni nelle sale italiane. La pellicola, scritta da Maurizio Braucci e interpretata da un cast tutto napoletano – da Agostino Chiummariello a Antonia Truppo, passando per Giacomo Rizzo e Lino Musella – sarà presentata in anteprima venerdì 30 gennaio alle 20.30 al cinema La Perla di Napoli, con la presenza degli attori e della troupe.
Storie intrecciate nell’hotel delle anime
Sette episodi, sette pezzi di vita che si incrociano tra le mura di un albergo immaginario, specchio di una Napoli che diventa simbolo e metafora. Il film – prodotto da Antonio Acampora e Armando Ciotola per CinemaFiction, insieme a Rai Cinema e con il supporto della Regione Campania – si snoda tra scene di vita quotidiana: un pranzo nuziale, una cameriera che osserva in silenzio, un uomo alle prese con le sue paure, un’avvocatessa che interroga un testimone, il dialogo tra padre e figlia, una coppia di adolescenti, il pranzo di un funerale. Storie che restano sospese, spesso senza un vero inizio o una fine precisa. “Volevamo raccontare la frammentarietà della città e delle vite che la attraversano”, ha spiegato Acampora durante la conferenza stampa.
Napoli, porta tra il mondo dei vivi e quello dei morti
Il titolo, “Averno Hotel”, richiama il lago d’Averno, antica porta dell’oltretomba nella tradizione greco-romana. “La sceneggiatura nasce da un mio testo teatrale”, ha raccontato lo sceneggiatore Maurizio Braucci, “per mostrare un pezzo di umanità che ci appartiene, soprattutto qui al Sud. Napoli è storicamente la casa dell’Averno, dell’Ade: un luogo di passaggio dove le anime affrontano il loro passato”. Nei personaggi si ritrovano archetipi della cultura partenopea: il lavoratore, il criminale, la cucina come rito collettivo. L’albergo diventa così una metafora del mondo, uno spazio dove le storie si sfiorano senza mai toccarsi davvero.
Una regia che si fa intima, uno sguardo da vicino
Girato quasi tutto dentro una stanza d’albergo, il film punta tutto sulla dimensione privata dei protagonisti. “Dopo aver letto la sceneggiatura”, ha raccontato il regista Pino Carbone, “ho capito che chiudere tutto in uno spazio limitato mi avrebbe permesso di concentrarmi sull’umanità dei personaggi, sulle loro tensioni silenziose. Volevo che il pubblico si soffermasse sui volti, sui gesti più piccoli”. Una scelta precisa anche dal punto di vista tecnico: insieme al direttore della fotografia Emilio Costa, Carbone ha scelto il formato 4:3 invece del classico 16:9. “Così lo spettatore entra in una sfera privata, quasi da spiare più che da guardare”, ha aggiunto il regista.
Un progetto nato e cresciuto a Napoli
“Averno Hotel” è un progetto tutto partenopeo, dalla scrittura alla produzione. “La nostra sfida”, hanno detto i produttori Acampora e Ciotola, “è far diventare la Campania non solo un set naturale, ma anche un polo per il cinema d’autore”. Il film ha ricevuto il sostegno della Fondazione Film Commission Regione Campania e del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema Audiovisivo. Tra i partner ci sono anche Star Telecommunication, Dwn, Piterà, Diego Vitagliano e Global Service.
Un racconto corale tra realtà e simboli
Il risultato è un’opera corale che si muove tra realismo e simbolismo, senza scivolare nella retorica. Gli attori – da Edoardo Sorgente a Alessandra Borgia, passando per Rosario Verde e Tonia De Micco – danno vita a una galleria di personaggi sospesi tra passato e presente. “Non ci sono eroi né grandi drammi”, ha detto Carbone durante l’incontro con il pubblico. “Solo vite comuni, segnate da piccole ferite e gesti quotidiani”.
L’appuntamento con la prima è fissato per venerdì sera al cinema La Perla. Poi il film arriverà nelle sale italiane, portando con sé l’eco di una Napoli che continua a interrogarsi sul senso del vivere – e del morire – tra le sue strade antiche e i suoi misteri mai del tutto svelati.
