Milano, 26 gennaio 2026 – Nei laboratori del Politecnico di Milano, un gruppo di ricercatori ha messo a punto un chip rivoluzionario capace di gestire grandi quantità di dati consumando molta meno energia. Il lavoro, pubblicato su Nature Electronics, fa parte del progetto Animate (ANalogue In-Memory computing with Advanced device Technology), finanziato da un Erc Advanced Grant ricevuto nel 2022. L’obiettivo è chiaro: rendere i dispositivi elettronici più veloci e meno energivori, con ricadute che spaziano dalla robotica ai data center, fino alle nuove reti di telecomunicazione.
Un chip che rompe gli schemi
La vera novità sta nel modo in cui questo chip affronta un problema vecchio come il mondo dei computer: il continuo spostamento di dati tra memoria e processore. Un passaggio che, come spiegano gli scienziati, fa perdere tempo e spreca energia. “La nostra architettura consente di fare calcoli complessi direttamente dentro la memoria”, spiega Daniele Ielmini, docente al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico e capo del progetto. In pratica, il chip taglia fuori il traffico interno tra memoria e processore, riducendo così ritardi e consumi.
Prestazioni e risparmio: i numeri dei test
Nei test in laboratorio, il nuovo chip ha dimostrato un’accuratezza simile a quella dei sistemi digitali tradizionali, ma con consumi molto più bassi e dimensioni più ridotte. “I risultati confermano che possiamo portare questa tecnologia su scala industriale”, aggiunge Ielmini. Il punto di forza del dispositivo è la capacità di eseguire calcoli complessi senza dover spostare continuamente i dati, il che si traduce in una maggiore efficienza.
Dove può arrivare: dall’intelligenza artificiale al 6G
Le applicazioni del nuovo chip sono molteplici. Il team del Politecnico punta subito all’intelligenza artificiale, un campo dove la domanda di potenza cresce di anno in anno. Ma non si ferma qui: il chip potrebbe essere usato nei sistemi di navigazione, nelle reti di telecomunicazione avanzate come il 5G e il futuro 6G, e nei grandi data center che ogni giorno gestiscono enormi quantità di dati. “Stiamo già lavorando per portare questa innovazione nelle applicazioni concrete”, racconta Ielmini, sottolineando come ridurre i costi energetici sia una priorità per tutto il settore.
Un progetto europeo con cuore italiano
Il progetto Animate nasce da una collaborazione internazionale, ma è Milano il centro operativo. Nel 2022, il gruppo ha ottenuto un finanziamento europeo con l’Erc Advanced Grant, un riconoscimento per le ricerche più promettenti in Europa. “Questo dimostra che anche in Italia si può fare innovazione di altissimo livello”, commenta un membro del team incontrato nei corridoi del Dipartimento. Nei laboratori si respira l’entusiasmo di chi sente di aver aperto una strada nuova.
Verso un domani più sostenibile
L’efficienza energetica è al centro del dibattito globale sulle tecnologie digitali. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, i consumi dei data center sono destinati a salire nei prossimi anni, spinti dalla crescita dell’intelligenza artificiale e delle reti ultra-veloci. In questo scenario, soluzioni come quella del Politecnico possono fare la differenza. “Solo così – conclude Ielmini – potremo parlare davvero di sostenibilità digitale”.
Il prossimo passo sarà provare il chip in situazioni reali, con l’obiettivo di lanciare sul mercato una tecnologia che unisca prestazioni e risparmio energetico. Nel frattempo, a Milano si lavora già alle nuove versioni del dispositivo, mentre la comunità scientifica segue da vicino gli sviluppi.
