Corte dei Conti: allerta rossa per il decreto sul Ponte

Corte dei Conti: allerta rossa per il decreto sul Ponte

Corte dei Conti: allerta rossa per il decreto sul Ponte

Matteo Rigamonti

Gennaio 26, 2026

Roma, 26 gennaio 2026 – L’Associazione Magistrati della Corte dei conti ha lanciato ieri un allarme chiaro sullo schema di decreto-legge sulle Grandi opere, che il governo sta ancora mettendo a punto. Al centro della questione c’è il tentativo di sbloccare il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina aggirando i rilievi di illegittimità che la stessa Corte aveva già sollevato. Una mossa che nelle ultime ore ha acceso un acceso dibattito tra istituzioni e politica.

Grandi opere e Ponte sullo Stretto: il decreto che fa discutere

L’Associazione Magistrati della Corte dei conti ha spiegato che il nuovo decreto – ancora in bozza e sotto confronto tra i ministeri – prevede una nuova delibera Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile). Secondo il governo, questo passaggio dovrebbe permettere di superare i blocchi burocratici e far partire i lavori per il Ponte sullo Stretto, un’opera che da decenni è al centro di polemiche e continui stop.

Ma i magistrati contabili avvertono che il decreto rischia di “svuotare di contenuti il controllo di legittimità della Corte dei conti”, eliminando così un controllo fondamentale in una fase delicatissima dell’iter. “Si tratta di una scelta che può cambiare profondamente gli equilibri tra i poteri dello Stato”, ha detto un esponente dell’Associazione, che ha chiesto di restare anonimo. Preoccupa anche il possibile inserimento di un ulteriore scudo per escludere la responsabilità per colpa grave, anche nel caso di danni alle finanze pubbliche.

Le reazioni istituzionali non si fanno attendere

La nota dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti è arrivata ieri mattina e ha subito scatenato reazioni. Da Palazzo Chigi, però, nessun commento ufficiale. Fonti vicine al Ministero delle Infrastrutture hanno fatto sapere che “il testo è ancora in fase di valutazione tecnica” e che “ogni osservazione sarà presa in considerazione con attenzione”.

Nel frattempo, alcuni parlamentari dell’opposizione hanno chiesto chiarimenti urgenti in Aula. “Non si può pensare di aggirare i controlli della Corte dei conti su un progetto così importante”, ha detto la deputata Maria Grazia Lupi (PD). Per lei, “trasparenza e legalità devono restare principi fermi”. Più cautela dal centrodestra, che aspetta di vedere il testo definitivo prima di esprimersi.

Corte dei conti, garante fondamentale sulle grandi opere

La Corte dei conti ha sempre avuto un ruolo chiave nel controllare la legittimità degli atti amministrativi legati alle grandi infrastrutture. Il suo compito è assicurarsi che le procedure siano rispettate e che i soldi pubblici siano spesi correttamente. Proprio sul dossier del Ponte sullo Stretto, la Corte aveva già sollevato vari rilievi tecnici e giuridici che hanno rallentato l’iter.

Fonti interne alla magistratura contabile avvertono che rischiamo di entrare in una fase in cui i controlli saranno visti come ostacoli da superare, non come una tutela per i cittadini. Un timore condiviso anche da esperti di diritto amministrativo, che mettono in guardia sul fatto che eventuali deroghe potrebbero creare un pericoloso precedente per altri progetti infrastrutturali.

Cosa accadrà adesso?

Il testo definitivo del decreto non è ancora stato reso noto. Secondo indiscrezioni raccolte tra i tecnici, nei prossimi giorni sono previsti incontri tra governo, Corte dei conti e commissioni parlamentari. Solo allora si capirà se le preoccupazioni dei magistrati verranno accolte o se lo scontro si farà più duro.

Intanto, resta sullo sfondo la questione del Ponte sullo Stretto, simbolo delle difficoltà italiane nel portare a termine grandi opere pubbliche. Un tema che continua a dividere opinioni e istituzioni, mentre il confronto su controlli e responsabilità non accenna a chiudersi.