Frana a Niscemi: 500 residenti evacuati e una comunità sempre più isolata

Frana a Niscemi: 500 residenti evacuati e una comunità sempre più isolata

Frana a Niscemi: 500 residenti evacuati e una comunità sempre più isolata

Matteo Rigamonti

Gennaio 26, 2026

Niscemi, 26 gennaio 2026 – Ancora una notte difficile per la comunità di Niscemi, nel cuore della provincia di Caltanissetta. La frana che da giorni minaccia il centro abitato si è allargata tra domenica e lunedì, costringendo le autorità a evacuare circa 500 persone dalle zone più a rischio. Il fenomeno, aggravato dalle forti piogge che hanno colpito l’entroterra siciliano dopo il passaggio del ciclone Harry, mette a rischio l’isolamento di una cittadina di 25 mila abitanti, già colpita da uno smottamento simile quasi trent’anni fa.

Evacuazioni in corso, rischio isolamento reale

La decisione di evacuare è arrivata nella serata di ieri, 25 gennaio, dopo un sopralluogo congiunto tra Protezione civile e amministrazione comunale. «Abbiamo dovuto muoverci in fretta – ha spiegato il sindaco Massimiliano Conti – perché la situazione stava diventando troppo pericolosa. La priorità è mettere in sicurezza le persone». Il sindaco ha firmato l’ordinanza di chiusura delle scuole per oggi e ha attivato il Centro operativo comunale. Nel frattempo, la sala operativa regionale ha inviato sul posto circa 70 volontari per aiutare la popolazione.

Il vero rischio è l’isolamento del paese: l’unica strada che collega Niscemi alla statale Gela-Catania è la provinciale 11, minacciata dalla frana. «Siamo sempre più isolati», racconta un residente di via Madonna, costretto a lasciare casa nella notte. Le evacuazioni sono proseguite fino all’alba con il trasferimento degli sfollati al palazzetto dello sport “Pio La Torre”, dove sono state allestite le prime aree di accoglienza.

Soccorsi mobilitati, governo e Regione in prima linea

La macchina dei soccorsi si è messa subito in moto. Dalla sede regionale della Protezione civile sono partiti nella notte centinaia di brandine e materiali per allestire i centri di accoglienza. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha detto di seguire «l’evolversi della grave frana» in contatto costante con il sindaco Conti. «Ho garantito il massimo supporto del governo Meloni – ha aggiunto Musumeci – e del nostro dipartimento nazionale, che ha già inviato un team di tecnici per aiutare il personale locale e regionale».

Anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso vicinanza alla comunità: «La Regione farà tutto il possibile per garantire la sicurezza, assistere gli sfollati e ripristinare al più presto le vie di comunicazione», ha detto in una nota diffusa domenica sera.

Un territorio fragile messo alla prova

Secondo i primi accertamenti, la frana è stata peggiorata dalle piogge intense degli ultimi giorni, che hanno saturato il terreno già fragile nelle colline a sud-ovest del centro. Non è la prima volta che Niscemi affronta una situazione simile: nel 1997 un altro smottamento aveva colpito una zona vicina, lasciando un segno profondo nella memoria della comunità. «Questa volta temiamo che possa andare peggio», racconta un anziano del quartiere.

Gli esperti della Protezione civile monitorano la situazione in tempo reale, mentre i tecnici arrivati da Palermo stanno valutando interventi urgenti per mettere in sicurezza le strade e ridurre il rischio di nuovi crolli.

Tra paura e solidarietà: le storie degli sfollati

Nel palazzetto dello sport, tra brandine e coperte distribuite dai volontari, si respira un clima di preoccupazione ma anche di vicinanza. «Non sappiamo quando potremo tornare a casa», dice Maria, 42 anni, madre di due figli. «Stanotte abbiamo sentito un boato, poi ci hanno detto di uscire subito». Alcuni hanno trovato ospitalità da parenti nei paesi vicini, altri attendono notizie sulle proprie case.

Il Comune invita tutti a mantenere la calma e a seguire le indicazioni delle autorità. Nel frattempo, le previsioni meteo segnalano nuove piogge nelle prossime ore. Un’incognita che tiene tutti con il fiato sospeso. Solo nei prossimi giorni si potrà capire l’entità dei danni e pianificare gli interventi per riportare la vita alla normalità a Niscemi.