Roma, 26 gennaio 2026 – Una settimana segnata da un dolore immenso ha travolto Anguillara Sabazia. Al centro dell’attenzione c’è il destino di un bambino di soli dieci anni, figlio di Federica Torzullo, rimasto improvvisamente orfano dopo il suicidio dei genitori di Claudio Carlomagno. Quest’ultimo ha confessato il femminicidio della moglie. Ora, il piccolo si trova davanti a un futuro incerto, spezzato da una tragedia che ha lasciato senza madre e senza i nonni materni. La domanda che tutti si fanno è una sola: come farà a superare un dolore così grande?
Un bambino spezzato: serve un vero inizio
Per Daniele Novara, pedagogista e direttore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, la priorità è chiara: bisogna dare al bambino la possibilità di ripartire davvero. “Questa è una situazione drammatica, in un paese piccolo, quasi un fazzoletto di case”, ha detto a Adnkronos. “Davanti a una tragedia del genere, il bambino ha diritto a un nuovo inizio, non a trascinarsi addosso questo lutto per tutta la vita”.
Novara spiega che il dolore potrà essere affrontato solo quando il bambino avrà gli strumenti per farlo, quelli che adesso non ha. La chiave, secondo lui, è lontano dal luogo dove è successo tutto. “Serve un cambiamento di ambiente, un allontanamento da quel posto che ormai è diventato il simbolo della catastrofe”, ha aggiunto. Solo così si può evitare che il piccolo viva la tragedia come una presenza costante durante tutta l’infanzia e l’adolescenza.
Servizi sociali al lavoro: proteggere il bambino viene prima di tutto
In queste ore, i servizi sociali stanno valutando come muoversi per garantire al bambino la sicurezza e un futuro più sereno. Novara mette in guardia da certi luoghi comuni, come l’idea che “sradicare” un minore sia sempre un male. “Non è detto che lasciare tutto com’è, con tutti i riferimenti attuali, sia la soluzione migliore”, spiega.
Il rischio, avverte, è far soffrire ancora di più il bambino. “Come può un bambino metabolizzare un trauma così grande senza cambiare qualcosa?” si chiede. Per Novara, serve una vera svolta: “Un cambio di contesto che gli dia la possibilità di ripartire”. In casi simili, mantenere le stesse abitudini e relazioni può solo tenere vivo il peso della tragedia.
Anguillara Sabazia sotto shock: il silenzio parla più delle parole
Ad Anguillara Sabazia, poco più di ventimila abitanti sulle rive del lago di Bracciano, la notizia ha gelato tutti. Davanti alla casa dove è avvenuto il dramma, in questi giorni si sono fermati vicini e conoscenti. Qualcuno ha lasciato un fiore sul cancello, altri hanno preferito stare in silenzio. “Non ci sono parole”, ha detto una donna all’uscita della scuola elementare frequentata dal bambino. “Lo vedevo sempre con la madre al mattino, sembravano sereni”.
Anche il sindaco, Angelo Pizzigallo, ha voluto esprimere la sua vicinanza alla famiglia e ha chiesto rispetto per il dolore del bambino. “La priorità è proteggerlo”, ha detto ieri pomeriggio in municipio. “Siamo in contatto con i servizi sociali e con le autorità”.
Cosa succederà ora? Tra psicologi, assistenti sociali e un futuro da costruire
Le prossime settimane saranno decisive. Toccherà agli assistenti sociali e agli psicologi del tribunale dei minori di Roma capire qual è la strada giusta. Da fonti vicine alla famiglia arriva la notizia che il bambino è stato affidato temporaneamente a parenti stretti, ma la soluzione definitiva è ancora lontana.
Gli esperti sono d’accordo su una cosa: serve un percorso psicologico su misura. “Non ci sono soluzioni facili”, ammette uno degli operatori. “Ogni decisione deve guardare davvero ai bisogni del bambino”. Intanto, la comunità resta in attesa. E il pensiero corre a lui, quel bambino che in pochi giorni ha perso tutto, ma che adesso – come ricordano gli esperti – deve poter sperare a un nuovo inizio.
