Torino, 26 gennaio 2026 – Un ragazzo di 22 anni, Davide Borgione, è morto nella notte tra sabato e domenica in corso Marconi, all’angolo con via Nizza, nel quartiere San Salvario di Torino. È stato travolto da un’auto mentre tornava a casa in sella a una bici elettrica a noleggio. Una tragedia già dolorosa per la giovane età, che si è fatta ancora più amara quando le telecamere di sorveglianza hanno ripreso un uomo che, passando accanto al corpo a terra, ha frugato nelle tasche di Davide e si è allontanato con il suo portafoglio.
Le ultime ore di Davide: una serata finita in tragedia
Gli investigatori hanno ricostruito la serata: Davide era stato in una discoteca del centro. A portarlo e riprenderlo a casa era stato il padre, Fabrizio, poco dopo le 22. “Non si trova mai parcheggio da quelle parti”, ha detto al telefono, con la voce rotta dall’emozione. “Mi ha salutato con un sorriso, come sempre. Sapevo che sarebbe tornato con il monopattino o la bici elettrica, lo faceva spesso”. Quella notte, però, Davide aveva dimenticato il casco. Un dettaglio che ora pesa come un macigno.
Intorno alle 3.30 del mattino, le telecamere mostrano Davide mentre pedala lungo corso Marconi. Un’auto lo supera e lo colpisce. Il conducente, già identificato e ascoltato, ha detto: “Se l’ho urtato, era già a terra. Non me ne sono accorto, e per questo sono andato via”. Gli agenti stanno ancora cercando di capire com’è andata davvero.
Lo sciacallo dopo l’incidente
Ma è quello che accade subito dopo a lasciare tutti senza parole. Un uomo si avvicina al corpo di Davide, si china e fruga nelle sue tasche. In pochi secondi prende il portafoglio e se ne va, senza chiamare aiuto. Le immagini della videosorveglianza, ora al vaglio degli investigatori, hanno immortalato tutto. “È una cosa disumana”, ha commentato il padre. “Spero che quel ladro venga preso e paghi”.
Solo qualche minuto più tardi un altro passante si accorge del corpo e chiama il 118. I soccorsi arrivano poco dopo le 4, ma per Davide non c’è più niente da fare. Viene portato d’urgenza al CTO, dove i medici certificano il decesso: trauma cranico la causa indicata nel primo referto.
Cosa ha causato la morte?
Restano ancora diversi punti da chiarire sulla dinamica dell’incidente. La polizia municipale sta valutando tre ipotesi: l’impatto con l’auto, un malore improvviso o una caduta accidentale dalla bici elettrica. Gli amici escludono che Davide fosse ubriaco: “Era lucido, non aveva bevuto”, hanno detto agli agenti.
Il padre si sofferma su un dettaglio che ora lo tormenta: “Quella sera non aveva il casco. Mi chiedo perché le compagnie di noleggio non diano anche i caschi insieme alle bici”. Una domanda che si fa largo anche tra i residenti del quartiere, dove l’uso di mezzi elettrici in condivisione è sempre più diffuso.
Indagini in corso e la rabbia della famiglia
Gli agenti stanno lavorando per identificare sia il conducente dell’auto sia l’uomo che ha preso il portafoglio di Davide. “Quando sono arrivati i vigili – racconta ancora il padre – mi hanno detto che mancava il portafoglio. Lo hanno saputo dai soccorritori. Non è mai stato ritrovato”.
Nel frattempo, tra compagni di università e amici della squadra di calcio dove Davide giocava come centrocampista, cresce lo sgomento. “Era un ragazzo pieno di vita”, ripetono in tanti davanti alla discoteca dove ha passato le ultime ore.
San Salvario sotto shock
San Salvario si è svegliata domenica con una notizia che ha colpito tutti. Sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio per Davide Borgione, mentre in molti chiedono più sicurezza sulle strade e controlli più rigidi sui mezzi elettrici in sharing.
La morte di Davide, unita al gesto dello sciacallo ripreso dalle telecamere, ha acceso un dibattito sul senso civico e sulla sicurezza in città. “Non si può morire così”, ha detto uno degli amici davanti al CTO. Eppure è successo proprio qui, in una notte qualunque di gennaio, nel cuore di Torino.
