Ginevra, 26 gennaio 2026 – Un altro incendio, questa volta nel cuore della Svizzera, ha colpito un locale dei coniugi Moretti: il ristorante “Vieux Chalet” di Lens, un piccolo centro vicino a Crans-Montana, è stato distrutto dalle fiamme nel marzo 2024. Un episodio rimasto finora quasi sconosciuto, finché ieri sera il Tg1 non ha mandato in onda in esclusiva le immagini dell’intervento dei vigili del fuoco svizzeri. All’epoca nessuna indagine fu aperta, ma oggi, dopo la tragedia di Capodanno al “Le Constellation”, la vicenda assume un peso tutto nuovo.
Un incendio passato sotto silenzio e nessun accertamento
Il Tg1 ha ricostruito come il rogo al “Vieux Chalet” sia scoppiato mentre il locale era ancora chiuso al pubblico. I coniugi Moretti avevano appena preso in gestione l’edificio, prima sede del “Café des Amis”, e si preparavano a iniziare i lavori di ristrutturazione. Era notte fonda quando le fiamme hanno divorato mobili e arredi, lasciando solo muri anneriti e un odore di bruciato che, dicono i residenti, si sentiva ancora il mattino dopo. Nessun ferito, ma danni pesanti e apertura rimandata di mesi.
Le cause dell’incendio sono rimaste un mistero. “Non c’era nessuno dentro, né impianti attivi”, ha spiegato una fonte locale. Eppure, nessuno ha mai avviato un’indagine approfondita. Nelle carte della procura di Sion, che ora indaga sul rogo del “Le Constellation”, non c’è traccia di quell’episodio. Un vuoto che adesso fa sorgere dubbi.
Il filo che lega il “Vieux Chalet” alla tragedia di Capodanno
Il collegamento tra i due incendi emerge soltanto ora, dopo la notte del 1° gennaio 2026, quando il rogo al “Le Constellation” ha causato la morte di 40 giovani. Anche questo locale, sempre di proprietà dei Moretti, non aveva mai ricevuto controlli regolari da parte del Comune di Crans-Montana. Solo qualche ispezione saltuaria, dicono fonti vicine all’inchiesta.
Secondo una testimonianza raccolta dal Tg1, ci sarebbe stato un precedente principio d’incendio proprio al “Le Constellation”, con modalità simili a quelle della notte di Capodanno. È una “soffiata” da confermare, ma che aggiunge un pezzo in più a una storia già complicata.
L’inchiesta si avvicina a un punto critico
Lunedì prossimo potrebbe essere un giorno importante per le indagini. L’avvocato Sébastien Fanti, che assiste alcune famiglie delle vittime, presenterà un esposto con decine di segnalazioni. Nel mirino finiscono i coniugi Moretti e il Comune di Crans-Montana, accusati di non aver garantito la sicurezza nei locali.
“Ci sono aspetti che vanno approfonditi”, ha detto Fanti all’Ansa. L’esposto vuole capire se ci siano state negligenze nei controlli e se il vecchio incendio di Lens sia legato a una gestione superficiale della sicurezza da parte dei proprietari.
Reazioni tra Lens e Crans-Montana
A Lens, la notizia del vecchio incendio è tornata a circolare solo dopo il servizio del Tg1. “Ricordo quella notte – racconta un vicino – l’odore di bruciato era ovunque e i pompieri hanno lavorato fino all’alba”. Ma nessuno aveva mai fatto il collegamento con i Moretti o con il successivo incendio di Capodanno.
A Crans-Montana, invece, la pressione sulle autorità locali cresce. Il sindaco, interpellato dalla stampa svizzera, ha ammesso che “forse si poteva fare di più” con i controlli nei locali notturni. Una frase che pesa in queste ore.
Un caso ancora tutto da chiarire
Restano tante domande aperte: cosa ha scatenato gli incendi, quale ruolo hanno avuto i proprietari e se le istituzioni locali hanno fatto il loro dovere. Solo l’inchiesta potrà stabilire se esiste un filo che lega il rogo dimenticato di Lens alla tragedia del “Le Constellation”. Nel frattempo, la comunità chiede risposte chiare e trasparenti sulle verifiche in corso.
