Tel Aviv, 26 gennaio 2026 – L’esercito israeliano ha annunciato oggi il ritrovamento e l’identificazione della salma di Ran Gvili, uno degli ultimi ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza. La notizia, diffusa nelle prime ore del mattino dal portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), chiude un capitolo doloroso iniziato mesi fa, quando decine di civili israeliani furono rapiti durante le incursioni di Hamas. La famiglia Gvili è stata informata ufficialmente: il corpo del loro caro sarà sepolto in Israele nelle prossime ore.
Identificato Ran Gvili: il dolore della famiglia e il saluto delle forze armate
Il portavoce militare ha spiegato che il Centro Nazionale di Medicina Legale ha lavorato a stretto contatto con la Polizia Israeliana e il Rabbinato Militare per confermare l’identità della salma. Un processo lungo e rigoroso, specie in un contesto di guerra. “Dopo aver completato l’identificazione – ha detto il portavoce – i rappresentanti delle IDF hanno comunicato alla famiglia Gvili che il loro caro è stato riconosciuto e che presto sarà sepolto”.
La notizia è stata data ieri sera in una stanza riservata dell’ospedale militare di Tel Aviv. Oltre ai familiari, erano presenti funzionari del Ministero della Difesa e rappresentanti delle associazioni che da mesi seguono i casi degli ostaggi. “L’IDF condivide il dolore della famiglia”, ha aggiunto il portavoce, sottolineando che le forze armate continueranno a sostenere chi è stato colpito da questa tragedia e a lavorare per la sicurezza di tutti i cittadini israeliani.
Fine della lunga attesa: tutti gli ostaggi da Gaza restituiti
Con il ritrovamento della salma di Ran Gvili, le autorità israeliane hanno dichiarato che “tutti i rapiti dalla Striscia di Gaza sono stati restituiti”. Una frase che segna una svolta nella lunga trattativa tra Israele e Hamas, iniziata dopo l’attacco del 7 ottobre 2025. Da allora, più di 200 persone erano state prese in ostaggio e portate a Gaza. Alcune sono tornate vive, altre – come Gvili – sono state consegnate senza vita.
Negli ultimi tempi, il governo israeliano aveva intensificato le operazioni militari e diplomatiche per riportare a casa gli ultimi prigionieri. Fonti vicine al Ministero degli Esteri parlano di “pressioni continue” su mediatori internazionali e governi della regione. Molti dettagli delle trattative restano però riservati. “Abbiamo fatto tutto il possibile”, ha detto un funzionario del gabinetto di guerra, “ma in certi casi non c’è stato nulla da fare”.
Tra sollievo e dolore: le reazioni in Israele
La notizia del ritrovamento della salma di Ran Gvili ha scosso familiari e società israeliana. Da un lato c’è il sollievo per la fine di una vicenda che aveva tenuto il paese col fiato sospeso, dall’altro il dolore per chi non potrà più riabbracciare i propri cari. A Rishon LeZion, nella casa dei Gvili, parenti e amici si sono stretti intorno alla famiglia. “Sapevamo che sarebbe stato difficile – ha detto uno zio – ma almeno ora possiamo dargli una degna sepoltura”.
Sui social, molti hanno espresso vicinanza alla famiglia e chiesto che vengano chiarite le responsabilità di quanto accaduto. Alcuni gruppi di attivisti hanno organizzato una veglia silenziosa davanti al Parlamento a Gerusalemme. “Non dimenticheremo nessuno”, recita uno striscione lasciato all’ingresso.
Mesi di tensione e trattative difficili
La vicenda di Ran Gvili si inserisce in un contesto di mesi di tensione tra Israele e Hamas. Dopo l’attacco di ottobre, l’esercito israeliano ha lanciato una vasta operazione nella Striscia di Gaza, con l’obiettivo di liberare gli ostaggi e colpire le basi del movimento islamista. Secondo fonti umanitarie locali, le azioni militari hanno provocato migliaia di vittime civili e una crisi umanitaria senza precedenti nell’enclave palestinese.
Le trattative per la liberazione degli ostaggi sono passate attraverso la mediazione di Egitto e Qatar, ma si sono spesso bloccate su scambi di prigionieri e condizioni umanitarie. Solo negli ultimi giorni, secondo fonti diplomatiche, è stato raggiunto un accordo per restituire le ultime salme.
Sicurezza e memoria: il futuro dopo gli ostaggi
Con la riconsegna della salma di Ran Gvili, Israele chiude ufficialmente la fase degli ostaggi rapiti a Gaza. Resta però aperto il tema della sicurezza interna e dei rapporti con i vicini palestinesi. Il governo ha promesso nuove misure per rafforzare i controlli ai confini e prevenire futuri rapimenti. Intanto, nelle scuole e nelle piazze del paese, si moltiplicano iniziative per ricordare le vittime e sostenere le famiglie colpite.
“Non possiamo dimenticare quello che è successo”, ha detto questa mattina il ministro della Difesa Yoav Gallant durante una cerimonia a Tel Aviv. “Dobbiamo imparare dagli errori e lavorare insieme per evitare che tragedie come questa si ripetano”.
