Los Angeles, 26 gennaio 2026 – Sir Ben Kingsley, 82 anni, torna a vestire i panni di Trevor Slattery, il celebre “Mandarino”, nella nuova serie Marvel “Wonder Man”, in arrivo il 28 gennaio su Disney+. L’attore britannico, famoso per ruoli come Gandhi, Salvador Dalí e Itzhak Stern, ha raccontato durante un incontro a Los Angeles come questo personaggio sia rimasto con lui più a lungo di altri: “Sono passati tredici anni. Non l’ho cercato, è arrivato da solo, come un invito. Un’offerta che non potevo rifiutare, perché mi dava la possibilità di interpretare una figura a doppio taglio, con due facce”, ha spiegato Kingsley, seduto con i suoi immancabili occhiali da sole neri e rotondi.
Trevor Slattery: il ritorno del “Mandarino” nell’universo Marvel
Trevor Slattery è un attore finito in disgrazia, ingaggiato per interpretare il terrorista a capo dei Dieci Anelli. La sua prima apparizione risale al 2013, nel terzo capitolo di Iron Man. Poi è tornato nel cortometraggio “Viva il re” di Drew Pearce e, più recentemente, in “Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli”, diretto da Destin Daniel Cretton. Ora, con “Wonder Man”, Kingsley dà nuova vita al personaggio: “Sono felice di poter scavare in sfumature di Trevor/Mandarino che fino a oggi erano rimaste nascoste”, ha confidato il premio Oscar.
Al suo fianco c’è Yahya Abdul-Mateen II, che interpreta Simon Williams, ovvero Wonder Man. L’attore, già noto per “Aquaman”, “Il processo ai Chicago 7” e la serie “Watchmen”, ascolta con attenzione le parole di Kingsley. “È Yahya a tirare fuori nuovi strati del personaggio. Mi hanno sorpreso persino me, e spero lo faranno anche con il pubblico”, ha aggiunto l’attore britannico.
Hollywood tra sogni spezzati e nuove speranze
La miniserie Marvel si muove tra le vie di una Hollywood che sembra vera, fatta di luci e ombre. Simon Williams è un attore emergente, pronto a un grande ruolo. Ma proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto – set montato, regista e colleghi che lo bombardano di domande – arriva la doccia fredda: lo sceneggiatore cancella la parte. Licenziato prima ancora di dire una battuta, Simon si rifugia in una sala cinematografica. Qui incontra un vecchietto chiassoso e vivace: Trevor Slattery.
Slattery gli svela che in città stanno cercando attori per il remake di un classico dei supereroi: Wonder Man. Da qui parte il viaggio dei due protagonisti, così diversi per accento e fisico, ma uniti dalla stessa voglia di farcela.
Ironia e leggerezza contro la “superhero fatigue”
“Per me recitare è un rifugio. La vita vera spaventa. Fare l’attore mi permette di vivere mille vite, sapendo che alla fine della giornata torno a casa sano e salvo”, ha raccontato Abdul-Mateen II durante l’incontro. Un pensiero che ben rappresenta il tono della serie: ironico, mai cinico, capace di smontare la cosiddetta “superhero fatigue”, la stanchezza del pubblico verso i prodotti Marvel.
Secondo Andrew Guest, co-creatore della serie, gran parte di questa stanchezza non viene dal genere in sé: “Il problema è che spesso si raccontano sempre le stesse storie. Per convincere serve puntare sui personaggi. Robert Downey Jr. con Iron Man è stato un rischio, ma ha funzionato. Volevo tornare a quella radice del Marvel Cinematic Universe: cercare l’inaspettato”.
Simon Williams, un eroe con i piedi per terra
Simon Williams è un eroe diverso dal solito. I suoi superpoteri non sono una benedizione, ma quasi un peso che ostacola il suo sogno di diventare un attore affermato. Solo grazie all’incontro con Trevor Slattery impara a fare sacrifici e a scoprire un altro modo di essere eroe. “Forse non danno pugni ai cattivi o combattono nemici – ha detto Guest – ma si salvano a vicenda”.
“Wonder Man”, otto episodi in tutto, promette uno sguardo fresco su Hollywood e sul mondo dei supereroi. Una storia che mette al centro le fragilità umane e la forza di reinventarsi, anche quando tutto sembra perduto.
