Tokyo, 26 gennaio 2026 – La Borsa di Tokyo ha iniziato la settimana in rosso. Alle 9:00 locali, l’indice Nikkei ha perso l’1,47%, chiudendo a 53.053,29 punti, un calo netto di 793 punti che ha subito acceso l’attenzione degli investitori. Dietro questa frenata c’è soprattutto il ritorno in forza dello yen, che dopo giorni di debolezza ha ripreso quota, spinto dalle dichiarazioni della premier Sanae Takaichi su un possibile intervento delle autorità monetarie.
Lo yen si rafforza dopo l’allarme della premier
Il cambio yen-dollaro si è stabilizzato poco sopra quota 155, dopo aver toccato i 160 la scorsa settimana, in coincidenza con la riunione della Bank of Japan. Anche contro l’euro, lo yen ha guadagnato terreno, fermandosi a 183,70. Un movimento che ha sorpreso molti operatori. “Il mercato si aspettava più prudenza dal governo”, ha detto un trader di Nomura Securities, “ma le parole della premier hanno ribaltato la situazione”.
Domenica sera, durante una conferenza stampa, Sanae Takaichi ha avvertito che il governo è pronto a valutare “tutte le opzioni” per fermare il calo dello yen. Un messaggio che ha subito fatto effetto sui mercati valutari, mettendo pressione sui titoli legati all’export, tradizionalmente sensibili alle variazioni della valuta.
L’export paga il prezzo di uno yen più forte
Le grandi aziende esportatrici giapponesi – da Toyota a Sony, passando per Panasonic e Hitachi – hanno subito gli effetti del cambio. Uno yen più forte rende i prodotti giapponesi meno competitivi all’estero e pesa sui ricavi delle multinazionali che guadagnano gran parte dei loro soldi fuori dal Giappone. “Il rischio è che i conti trimestrali di auto e tecnologia vengano rivisti al ribasso”, ha ammesso un analista di Daiwa Capital Markets.
La seduta di oggi conferma una tendenza già vista nelle ultime settimane: la volatilità sui mercati asiatici resta alta, complici le incertezze sulle mosse della Bank of Japan e le tensioni geopolitiche nell’area del Pacifico. Solo venerdì scorso il Nikkei aveva chiuso in rialzo, spinto dalle speranze di una politica monetaria ancora morbida. Ma il clima è cambiato in poche ore.
Bank of Japan, cosa aspettarsi
Ora gli occhi sono puntati sulle prossime mosse della Bank of Japan, che finora ha mantenuto i tassi d’interesse ai minimi storici, contribuendo alla debolezza dello yen. Ma le pressioni, soprattutto da parte del governo, potrebbero spingere la banca centrale a cambiare direzione.
“Non si può escludere un intervento diretto sul mercato dei cambi”, ha confidato un funzionario del Ministero delle Finanze al Nikkei Shimbun. “La priorità è mantenere la stabilità finanziaria”. Parole che la premier Takaichi ha ribadito, sottolineando come “una volatilità troppo alta non fa bene al Paese”.
Mercati in attesa, clima di cautela a Tokyo
Nel cuore finanziario di Marunouchi, a Tokyo, la giornata è partita all’insegna della prudenza. Gli operatori hanno seguito da vicino l’andamento dello yen e le oscillazioni dei titoli tech. “C’è molta incertezza”, ha detto un gestore di fondi straniero davanti alla Borsa. “Tutti aspettano segnali più chiari dalla Bank of Japan”.
I volumi di scambio sono rimasti nella media delle ultime settimane, ma la volatilità sugli indici principali potrebbe continuare anche nei prossimi giorni. L’attenzione resta alta sulle dichiarazioni ufficiali e sulle possibili mosse straordinarie per contenere le oscillazioni della valuta.
Per ora, il mercato giapponese naviga tra prudenza e preoccupazioni per l’impatto di uno yen più forte sulle esportazioni. Una situazione che, almeno per il momento, sembra destinata a durare.
