Universitas Mercatorum: il primo ateneo telematico italiano riconosciuto come ‘research entity’ in Europa

Universitas Mercatorum: il primo ateneo telematico italiano riconosciuto come 'research entity' in Europa

Universitas Mercatorum: il primo ateneo telematico italiano riconosciuto come 'research entity' in Europa

Matteo Rigamonti

Gennaio 26, 2026

Roma, 26 gennaio 2026 – Universitas Mercatorum fa storia: è la prima università telematica italiana a ricevere il riconoscimento di “research entity” dalla Commissione Europea-Eurostat. Un traguardo importante per la ricerca digitale nel nostro Paese. L’annuncio è arrivato nelle scorse ore dalla sede romana dell’ateneo, segnando l’ingresso dell’università in un gruppo molto ristretto di istituzioni autorizzate a lavorare con il sistema europeo basato su dati ufficiali.

Un riconoscimento che conta davvero

Il titolo dato da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, non è una semplice formalità. Lo ottengono solo università e centri di ricerca che rispettano standard severi: qualità scientifica, affidabilità istituzionale, sicurezza dei dati ed etica della ricerca. In pratica, solo chi dimostra di saper garantire questi livelli può entrare in questa rete. “È il risultato di un percorso fatto di rigore scientifico, responsabilità e visione internazionale”, ha spiegato il rettore Giovanni Cannata, contattato questa mattina.

Accesso ai microdati Eurostat: cosa cambia

Grazie a questo riconoscimento, UniMercatorum potrà proporre nuovi progetti e accedere, in modo controllato, ai microdati statistici europei. Si tratta di dati molto dettagliati, spesso anonimizzati, che permettono di fare analisi approfondite su economia, società e territori. Secondo fonti interne, questa opportunità consentirà di “studiare temi strategici per le politiche pubbliche e lo sviluppo”, ha sottolineato lo stesso Cannata. Finora, solo pochi enti europei potevano lavorare su questi dati.

Un balzo in avanti per la ricerca digitale italiana

Entrare nel sistema europeo di ricerca basata su dati ufficiali è un salto di qualità per tutte le università telematiche italiane. Fino ad oggi, nessun ateneo digitale del nostro Paese aveva raggiunto questo livello. “Universitas Mercatorum dimostra di saper unire innovazione didattica e ricerca di alto livello”, ha aggiunto il rettore. I numeri parlano chiaro: negli ultimi tre anni, l’ateneo ha aumentato del 40% la produzione scientifica pubblicata su riviste internazionali peer-reviewed, secondo i dati dell’ufficio ricerca.

La sicurezza dei dati non è un dettaglio

Uno dei punti più delicati riguarda la gestione dei dati. L’accesso ai microdati Eurostat richiede protocolli molto rigidi per proteggere la privacy e la sicurezza. “Abbiamo investito molto in infrastrutture digitali e nella formazione del personale”, ha raccontato una fonte interna. Solo così si è potuto superare l’esame della Commissione Europea, che valuta non solo le capacità tecniche, ma anche il rispetto delle norme etiche nella ricerca.

Nuove strade aperte dalla collaborazione europea

L’accreditamento spalanca ora le porte a collaborazioni con altri enti europei e a una partecipazione più attiva ai bandi di ricerca dell’Unione Europea. “Siamo pronti a mettere le nostre competenze al servizio della comunità scientifica internazionale”, ha detto Cannata durante un incontro con i docenti nel campus virtuale. Nei prossimi mesi sono già previsti workshop e seminari per spiegare ai ricercatori come accedere ai microdati e sfruttare al meglio questa nuova opportunità.

Un segnale forte per l’università digitale italiana

Il riconoscimento di Universitas Mercatorum viene interpretato dagli addetti ai lavori come un segno di maturità per il sistema universitario digitale italiano. In un momento in cui la ricerca basata su dati ufficiali è sempre più centrale nelle decisioni pubbliche, l’ingresso dell’ateneo romano nel circuito europeo è un passo importante. “Questa sfida riguarda tutti noi”, ha concluso Cannata, “perché la qualità della ricerca si misura anche dalla capacità di dialogare con le istituzioni europee e contribuire alla crescita comune”.

Mentre si attendono i primi progetti di UniMercatorum con accesso ai microdati Eurostat, la comunità accademica tiene d’occhio i prossimi passi dell’ateneo. Un cammino appena iniziato, ma già sotto i riflettori delle principali istituzioni italiane ed europee.