Zelensky annuncia nuovi colloqui con Usa e Russia: cosa aspettarsi questa settimana

Zelensky annuncia nuovi colloqui con Usa e Russia: cosa aspettarsi questa settimana

Zelensky annuncia nuovi colloqui con Usa e Russia: cosa aspettarsi questa settimana

Matteo Rigamonti

Gennaio 26, 2026

Kyiv, 26 gennaio 2026 – Ieri sera, con un messaggio pubblicato su X, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto il punto sui recenti colloqui trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia tenuti negli Emirati Arabi Uniti. L’incontro, svolto a porte chiuse secondo la delegazione ucraina, rappresenta un nuovo tentativo di riavvicinare le parti in conflitto, mentre la guerra in Ucraina continua a dominare le cronache internazionali.

Zelensky: “Al centro del confronto, questioni militari e politiche”

Nel suo intervento, Zelensky ha spiegato che si è parlato di “una serie di questioni importanti, soprattutto militari”, fondamentali per cercare una fine al conflitto. Ha poi aggiunto che sono state affrontate anche “difficili questioni politiche ancora irrisolte”, segno che il dialogo è stato intenso, ma lontano da un accordo definitivo. “Abbiamo passato al setaccio le posizioni principali di tutte le parti”, ha detto senza però entrare nei dettagli delle proposte sul tavolo.

Fonti vicine al governo ucraino riferiscono che si è discusso del ritiro delle truppe russe da alcune zone contese e della possibile creazione di una zona demilitarizzata. Ma nessuna delle delegazioni ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sui punti concreti affrontati.

Diplomazia in movimento: nuovi incontri all’orizzonte

Zelensky ha annunciato che “sono in corso i preparativi per nuovi incontri trilaterali già questa settimana”, segno che la diplomazia non si è fermata agli Emirati. Ambienti diplomatici occidentali indicano che le prossime riunioni potrebbero tenersi ancora ad Abu Dhabi o in una capitale europea, con la presenza di osservatori delle Nazioni Unite.

A Kyiv, nella sede presidenziale, l’aria è di attesa cauta. Un consigliere di Zelensky, contattato da alanews.it, ha spiegato che “la strada verso una soluzione politica è ancora lunga”, ma ha ribadito che “il dialogo resta l’unica via percorribile”. Dal Cremlino nessun commento ufficiale, mentre da Washington il Dipartimento di Stato parla di “progressi limitati ma significativi”.

Le distanze restano ampie

Nonostante i tentativi di mediazione, le posizioni di Ucraina e Russia restano molto distanti. Mosca continua a chiedere garanzie sulla neutralità dell’Ucraina e il riconoscimento delle annessioni territoriali del 2022. Kyiv, invece, insiste sul ritiro completo delle forze russe e sul ritorno ai confini riconosciuti a livello internazionale.

Un diplomatico europeo presente agli Emirati ha raccontato che “le discussioni sono state molto tecniche”, con momenti di tensione soprattutto su sicurezza e controllo delle armi pesanti nelle regioni orientali. La presenza degli Stati Uniti – rappresentati dal sottosegretario agli Affari Esteri – ha però aiutato a tenere aperto il dialogo.

La comunità internazionale segue con attenzione

La comunità internazionale osserva da vicino l’evolversi della situazione. L’Unione Europea, con una nota diffusa ieri sera, ha espresso “apprezzamento per ogni sforzo diplomatico volto a fermare la guerra”. Anche la Cina ha invitato le parti a “continuare il dialogo”, mentre il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha confermato la disponibilità delle Nazioni Unite a facilitare nuovi incontri.

Sul terreno, però, la situazione resta fragile. L’ultimo rapporto dell’OSCE segnala nuovi scontri nelle ultime 24 ore nelle zone di Donetsk e Kharkiv. Le organizzazioni umanitarie continuano a chiedere l’evacuazione dei civili dalle aree più esposte.

Prossimi passi: attesa per sviluppi concreti

Zelensky ha chiuso il suo messaggio tracciando “il quadro per il lavoro diplomatico che verrà”, senza però entrare nei dettagli delle prossime mosse. In queste ore, a Kyiv come nelle principali capitali europee, si aspetta di capire se i nuovi incontri porteranno a risultati concreti o resteranno l’ennesimo tentativo fallito.

Per ora, la diplomazia sembra essere l’unica carta rimasta sul tavolo. Solo nei prossimi giorni si vedrà se basterà a fermare una guerra che, da quasi due anni, non smette di cambiare volti e confini.