Addio a Bruno Gagliano, icona delle notti Lgbt romane

Addio a Bruno Gagliano, icona delle notti Lgbt romane

Addio a Bruno Gagliano, icona delle notti Lgbt romane

Matteo Rigamonti

Gennaio 27, 2026

Roma, 27 gennaio 2026 – Bruno Gagliano, conosciuto nel mondo delle drag queen come KastaDiva, è morto sabato 24 gennaio gettandosi dal nono piano della palazzina dove abitava a Colle Salario, nella periferia nord di Roma. La notizia, confermata solo dopo qualche ora dai carabinieri intervenuti in via dell’Epiro, ha scosso profondamente la comunità LGBTQIA+ della capitale e non solo. Gagliano aveva 38 anni e, stando a fonti investigative, negli ultimi mesi era stato ricoverato in una clinica psichiatrica.

KastaDiva, da Alcamo ai grandi palchi di Roma

Bruno Gagliano nasce ad Alcamo, in Sicilia, e lascia la sua terra per inseguire il sogno di fare arte a Roma. Qui, con il nome di KastaDiva, diventa un volto noto nei locali simbolo della vita notturna romana: dal Qube al Gay Village, fino al palco del Muccassassina. “A cinque anni mi piaceva già travestirmi e fare spettacolo”, raccontava nel 2017 in un’intervista a Vertigo su Rai3. A sei anni la prima parrucca, a diciassette il primo passo nel mondo delle drag queen, nonostante la resistenza dei genitori.

Nel 2017 vince il titolo di Miss Drag Queen Lazio, un riconoscimento che gli dà maggiore visibilità. Ma KastaDiva non era solo una performer: negli ultimi anni si afferma anche come make-up artist, lavorando dietro le quinte e sul palco, specializzandosi nel lipsync e nella trasformazione scenica.

Il dolore della comunità e il ricordo degli amici

La notizia della sua morte ha colpito amici, colleghi e fan. Gli organizzatori del Muccassassina hanno diffuso un messaggio commosso: “Muccassassina e tutta la comunità lgbtqia+ hanno perso un pezzo importante della loro storia. Sei stata una delle drag queen più belle del panorama italiano, la regina del lipsync. Siamo profondamente addolorati, come tutti quelli che ti hanno conosciuto. Questo è il nostro saluto a te, al tuo splendore e alla tua arte: addio KastaDiva, brilla come hai sempre fatto, ma più in alto”.

Sui social, in queste ore, si moltiplicano i messaggi di cordoglio. “Era una presenza fissa nei nostri eventi”, ricorda Marco, storico organizzatore del Qube. “Non solo talento, ma anche una grande generosità dietro le quinte”. Alcuni amici raccontano di averlo visto “più fragile” negli ultimi mesi, segnati da un ricovero in clinica e da un precedente tentativo di suicidio.

L’indagine e i fatti

I carabinieri della stazione locale hanno ricostruito che l’allarme è scattato verso le 8 del mattino, quando una vicina ha dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 e le forze dell’ordine, che hanno potuto solo constatare la morte. L’identità di Gagliano è stata confermata dopo qualche ora, mentre gli investigatori continuano a raccogliere elementi per capire meglio cosa sia successo.

Fonti vicine alle indagini spiegano che negli ultimi tempi Gagliano mostrava segni di disagio. In passato aveva già tentato il suicidio. Gli inquirenti stanno sentendo amici e familiari per ricostruire il quadro psicologico e personale prima della tragedia.

Un’eredità che va oltre il palco

KastaDiva lascia un vuoto nel mondo delle drag queen italiane. Da ragazzo di provincia siciliana a protagonista dei palchi romani, la sua storia è oggi un esempio di coraggio e forza. “Non era solo uno spettacolo sul palco”, racconta Francesca, collega performer, “ma anche una persona pronta ad ascoltare e sostenere chi stava male”.

Il suo percorso si intreccia con quello di una comunità che si interroga sempre più sul tema della salute mentale e del sostegno a chi è più fragile. “Dietro il trucco e le luci ci sono storie complesse”, ricorda un attivista romano.

La morte di Bruno Gagliano riapre così il dibattito sul benessere psicologico nelle comunità artistiche e LGBTQIA+, tra ricordi e domande ancora aperte.