Anta scommette su Puma: acquisito il 29% da Pinault per 1,8 miliardi di euro

Anta scommette su Puma: acquisito il 29% da Pinault per 1,8 miliardi di euro

Anta scommette su Puma: acquisito il 29% da Pinault per 1,8 miliardi di euro

Giada Liguori

Gennaio 27, 2026

Monaco di Baviera, 27 gennaio 2026 – Il colosso cinese Anta Sports, tra i maggiori produttori mondiali di abbigliamento sportivo, ha messo le mani su una quota del 29% di Puma. L’acquisto arriva dalla holding francese Pinault Artemis e vale complessivamente 1,5 miliardi di euro. L’operazione, annunciata stamattina alla Borsa di Hong Kong, fa di Anta il primo azionista del marchio tedesco, con un impatto significativo sugli equilibri globali del settore.

Anta fa il colpo: entra in Puma con il 29%

Nel dettaglio, il gruppo cinese ha acquisito poco più di 43 milioni di azioni Puma a 35 euro l’una. L’affare vale circa 1,8 miliardi di dollari, una delle operazioni più importanti degli ultimi anni nel mondo dello sport europeo. Dopo l’annuncio, il titolo Anta ha guadagnato quasi il 2% in Asia, segno che gli investitori hanno accolto bene la notizia.

“Questa acquisizione ci darà una spinta in più e renderà il nostro marchio ancora più noto a livello globale”, si legge nel comunicato ufficiale. Anta ha voluto rassicurare: l’identità e la tradizione di Puma verranno rispettate, con l’obiettivo di aiutare il brand a esprimere tutto il suo potenziale.

Un cambio di passo per il mercato globale dello sport

Con Anta che diventa il maggiore azionista, si apre una nuova fase per il settore dell’abbigliamento sportivo, soprattutto per le aziende cinesi in espansione. Fondata nel 1991 nel sud-est della Cina, nella provincia di Fujian, Anta è cresciuta rapidamente fino a diventare un protagonista mondiale. Il gruppo controlla già diversi marchi famosi attraverso la controllata Amer Sports, tra cui Wilson, Arc’teryx e Salomon.

Nel 2019, Anta aveva guidato un consorzio internazionale per comprare la finlandese Amer Sports, pagandola circa 5,2 miliardi di dollari. Da allora ha allargato la sua presenza in Asia e in Occidente, gestendo anche i diritti per il mercato cinese di brand come Fila e Descente.

Mercati in fermento e sguardo al futuro

La mossa di Anta ha attirato l’attenzione degli analisti europei. A Francoforte e Parigi, molti vedono in questo ingresso una chance per Puma di crescere nei mercati emergenti, soprattutto in Asia. “È una mossa destinata a cambiare i rapporti di forza tra i grandi del sportswear”, spiega un esperto milanese con più di vent’anni di esperienza nel settore.

Dalla sede di Puma a Herzogenaurach, in Baviera, al momento nessuna dichiarazione ufficiale. Ma fonti vicine al management confermano che l’obiettivo resta “valorizzare la tradizione tedesca del marchio e rafforzare la rete di vendita in tutto il mondo”.

Anta punta in alto: crescita e consolidamento

Per Anta, entrare in Puma è un pezzo importante della sua strategia per crescere all’estero. Il gruppo vuole farsi più forte non solo in Asia, ma anche in Europa e negli Stati Uniti, dove la sfida con giganti come Nike e Adidas è dura.

“Vogliamo essere un punto di riferimento globale per l’innovazione nello sport”, ha detto un dirigente di Anta durante una conference call con gli analisti. L’idea è unire il meglio di ogni marchio, senza però perdere le loro caratteristiche uniche.

Il settore dello sport cambia pelle

Questa operazione arriva in un momento caldo per il mondo dell’abbigliamento sportivo. Secondo dati recenti di Euromonitor International, il mercato globale vale più di 350 miliardi di euro e continua a crescere, spinto dalla domanda asiatica e dall’interesse crescente per uno stile di vita sportivo anche fuori dalle competizioni.

Ora resta da vedere come evolveranno gli equilibri tra i grandi gruppi internazionali e quali saranno le prossime mosse della concorrenza. Di certo, la mossa di Anta apre un nuovo capitolo nella sfida globale tra i giganti dello sport.