Milano, 27 gennaio 2026 – Le Borse europee partono la settimana tra alti e bassi, con gli operatori che tengono d’occhio le tensioni tra Russia e Ucraina e le ultime parole dell’ex presidente americano Donald Trump sui dazi. Intanto, il dollaro perde terreno e il prezzo dell’oro vola oltre i 5.000 dollari l’oncia, un livello che mancava da tempo e che sta catturando l’attenzione degli esperti.
Mercati europei: tra prudenza e segnali contrastanti
Alle 9:00 la Borsa di Londra segna un timido +0,21%, spinta soprattutto dai titoli delle materie prime e delle miniere. A Parigi invece si respira più cautela: il listino apre in calo dello 0,15%, con gli investitori che preferiscono aspettare sviluppi internazionali prima di muoversi. Francoforte si mantiene praticamente ferma, con un lieve -0,05%. “Il mercato tedesco resta sulle sue, aspettando di capire cosa comporteranno le nuove mosse commerciali dagli Stati Uniti”, racconta un trader della Deutsche Bank contattato in mattinata.
Dollaro in affanno, oro in volo
Sul fronte valutario, il dollaro continua a perdere terreno contro le principali valute. La Banca Centrale Europea riporta un cambio euro/dollaro a 1,14, in rialzo rispetto a venerdì scorso. Ma il vero protagonista è l’oro: già nelle prime ore di contrattazione asiatica ha superato quota 5.000 dollari l’oncia. Secondo diversi analisti, questa spinta riflette la voglia di sicurezza degli investitori in un momento di forte incertezza globale. “Quando aumentano i rischi geopolitici, l’oro resta la prima scelta per chi cerca un rifugio sicuro”, spiega Marco Galli, responsabile strategie di investimento di Intesa Sanpaolo.
Russia-Ucraina e Trump: un mix che fa tremare i mercati
A pesare sull’umore degli operatori sono le tensioni tra Russia e Ucraina. Negli ultimi giorni la situazione si è fatta più tesa, con nuovi scontri militari e un aumento delle sanzioni economiche. Le ultime notizie da Kiev e Mosca hanno acceso la volatilità, tra accuse reciproche e minacce di ritorsioni commerciali. A complicare il quadro, le parole di Trump dagli Stati Uniti: l’ex presidente ha parlato di nuovi possibili dazi su prodotti europei e asiatici, una mossa che potrebbe mettere in difficoltà le esportazioni del Vecchio Continente. “Non si può escludere il rischio di una nuova guerra commerciale”, avverte un analista di Société Générale durante una call con i clienti.
Operatori in stand-by, tutti in attesa
A Milano e Francoforte si respira un’aria di prudenza. Gli operatori preferiscono muoversi con cautela, evitando di esporsi troppo sui titoli legati alle tensioni internazionali. “Ogni notizia può ribaltare la situazione in un attimo”, confida un gestore di portafoglio milanese poco dopo le 10:00. Intanto, tutti guardano alle prossime mosse delle banche centrali: la Federal Reserve americana e la Banca Centrale Europea dovrebbero fornire aggiornamenti sulle loro politiche monetarie nei prossimi giorni.
Volatilità in aumento, occhi puntati su Usa e Cina
Le prime impressioni raccolte tra gli operatori indicano che la giornata sarà segnata da una volatilità elevata, con volumi di scambio più bassi rispetto alle settimane passate. Gli investitori aspettano nuovi dati economici dagli Stati Uniti e dalla Cina, oltre a eventuali sviluppi sul fronte diplomatico tra Russia e Ucraina. Solo allora, spiegano diversi esperti, si potrà capire se la corsa dell’oro continuerà o se i mercati troveranno una nuova rotta.
In sintesi, la settimana parte sotto il segno dell’incertezza: tra un dollaro in calo, un oro ai massimi storici e le tensioni geopolitiche ancora vive, le Borse europee restano sospese, in attesa di segnali più chiari dai grandi protagonisti della scena internazionale.
