Milano, 27 gennaio 2026 – L’euro apre la giornata stabile sui mercati valutari internazionali, scambiato a 1,1878 dollari poco dopo le 9.30, praticamente invariato rispetto a ieri. A Piazza Affari e nelle principali piazze finanziarie europee, gli occhi restano puntati sulla moneta unica, che negli ultimi giorni ha tenuto una volatilità contenuta. Secondo i desk delle principali banche milanesi, gli operatori aspettano segnali più chiari dalle prossime mosse della Banca Centrale Europea e dalla Federal Reserve degli Stati Uniti.
Euro stabile sul dollaro, leggero rialzo sullo yen
Nelle prime battute di mercato, l’euro si è mantenuto praticamente fermo rispetto al dollaro, attestandosi a 1,1878. Gli analisti di Intesa Sanpaolo spiegano che si tratta di “una fase di attesa dopo le recenti parole prudenti della presidente BCE Christine Lagarde”. Sui mercati asiatici, invece, la moneta unica ha guadagnato terreno contro lo yen giapponese, arrivando a 183,4000 yen, con un aumento dello 0,13% rispetto alla chiusura di ieri. “Il movimento è stato spinto da prese di profitto sullo yen dopo i dati macroeconomici giapponesi pubblicati nella notte”, ha commentato un trader a Tokyo.
Piccola flessione contro la sterlina
Sul fronte europeo, invece, l’euro ha perso un po’ terreno contro la sterlina britannica, scendendo a 0,8678 sterline, in calo dello 0,08% rispetto a ieri. A Londra, gli operatori mettono in relazione questo movimento con l’attesa per la riunione della Bank of England prevista la prossima settimana. “Gli investitori stanno rivedendo le loro posizioni in vista di possibili indicazioni sui tassi”, ha detto un analista di Barclays Capital. Nonostante questo, la moneta unica resta dentro una fascia di oscillazione abbastanza stretta, senza segnali di cambiamenti importanti nel breve periodo.
Mercati in stand-by, occhi puntati sulle banche centrali
La giornata si apre quindi in modo cauto. Gli investitori guardano alle mosse delle grandi banche centrali, soprattutto alla riunione della Federal Reserve di mercoledì e al prossimo consiglio della BCE. “Il mercato ha già scontato una pausa sui tassi sia dalla Fed che dalla BCE”, ha spiegato un gestore di fondi a Milano. Solo dati macro o dichiarazioni inattese da parte dei banchieri centrali potrebbero far muovere con forza i cambi.
Nel frattempo, i volumi restano bassi anche per la chiusura parziale dei mercati asiatici, chiusi per il Capodanno lunare. A Francoforte e Parigi, gli scambi sono regolari ma senza picchi di volatilità. “Siamo in una fase di consolidamento”, ha riassunto un operatore di Société Générale.
Crescita modesta nell’area euro, prudenza dalla BCE
Sul fronte macro, i dati Eurostat diffusi ieri confermano una crescita contenuta nell’area euro nell’ultimo trimestre del 2025: il PIL è salito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Per molti osservatori, questo spiega l’atteggiamento prudente della BCE. “Non ci sono pressioni inflazionistiche forti da richiedere interventi immediati”, ha osservato un economista di UniCredit.
Anche negli Stati Uniti, i dati sugli ordini di beni durevoli pubblicati ieri hanno mostrato una crescita più debole del previsto. Questo ha rafforzato l’idea di una pausa nella stretta monetaria da parte della Federal Reserve. “Il dollaro resta forte ma senza spinta per un ulteriore rafforzamento”, ha aggiunto un analista di New York.
Gli operatori restano cauti, in attesa di segnali
Tra chi opera sul mercato, domina quindi la prudenza. “Il mercato dei cambi è in stand-by: si muove poco e solo su notizie precise”, ha detto un trader di Deutsche Bank a Francoforte. Tutti aspettano le prossime mosse delle banche centrali e i dati macro che arriveranno nei giorni a venire.
Per ora, l’euro tiene saldamente sopra quota 1,18 dollari, senza grandi scossoni. Solo sorprese, sia nei dati che nelle dichiarazioni ufficiali, potrebbero cambiare il quadro nelle prossime settimane.
