New York, 27 gennaio 2026 – La fiducia dei consumatori americani cala ancora a gennaio, scendendo a 84,5 punti. È il dato più recente del Conference Board, diffuso oggi alle 10 ora locale. Un risultato ben sotto le attese degli analisti, che puntavano a 91 punti. Per molti osservatori, questo segnale racconta le incertezze che ancora pesano sull’economia Usa all’inizio del nuovo anno.
Conference Board: la fiducia scende, oltre le previsioni
Il Conference Board, un istituto privato di New York, misura ogni mese il sentiment delle famiglie con un sondaggio su un campione rappresentativo. A gennaio l’indice è sceso a 84,5, in calo rispetto agli 88,6 di dicembre. Wall Street si aspettava qualcosa di diverso: gli esperti, interpellati da Bloomberg e Reuters, avevano previsto una stabilizzazione o un piccolo rimbalzo. “Pensavamo che dopo il calo di dicembre ci sarebbe stato un recupero”, spiega Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics. “Invece le famiglie restano prudenti”.
Inflazione e lavoro: i nodi che frenano i consumatori
Nel rapporto, il Conference Board mette in luce due fattori che pesano sulle aspettative: l’inflazione e il mercato del lavoro. I prezzi al consumo continuano a salire, anche se più lentamente rispetto agli anni passati. Nel frattempo, la creazione di nuovi posti di lavoro sta rallentando. “Molte persone hanno parlato dell’aumento dei costi per la spesa di tutti i giorni e dell’incertezza sul lavoro”, si legge nella nota.
Mercati in movimento: Wall Street e il dollaro reagiscono
La diffusione del dato ha subito mosso i mercati. A Wall Street, l’S&P 500 ha aperto in leggero calo, mentre il dollaro ha perso terreno contro euro e yen. “La fiducia dei consumatori è un indicatore chiave per la spesa privata, che pesa per oltre due terzi sul PIL americano”, ricorda Sarah Johnson, analista di Wells Fargo. “Un calo così netto può portare a una maggiore cautela nei consumi nei mesi a venire”. Alcuni operatori guardano anche alle prossime mosse della Federal Reserve sui tassi d’interesse, che potrebbero essere influenzate da questo scenario.
Che cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Nonostante il calo, gli economisti invitano a non drammatizzare. “L’indice resta comunque in un’area compatibile con una crescita moderata”, spiega Richard Curtin, docente all’Università del Michigan. “Molto dipenderà dall’andamento dei prezzi dell’energia e dalle decisioni della Fed”. Nei prossimi mesi, grande attenzione sarà rivolta anche ai salari reali e al credito al consumo.
Un quadro globale: Usa ed Europa a confronto
Il calo della fiducia dei consumatori americani arriva in un momento di tensioni internazionali e incertezze sui mercati delle materie prime. In Europa, invece, secondo i dati Eurostat della scorsa settimana, il sentiment delle famiglie è rimasto stabile, ma su livelli più bassi rispetto agli Stati Uniti. “Le economie avanzate affrontano sfide simili, ma con intensità diverse”, osserva Silvia Ardagna, chief economist per Barclays Europe.
Tra le strade di Manhattan: cosa dicono i cittadini
Girando per Manhattan, dalla 5th Avenue a Bryant Park, si respira una certa prudenza. “Sto rimandando alcuni acquisti importanti”, racconta Lisa Turner, impiegata nel retail. “I prezzi sono ancora alti e non so cosa aspettarmi nei prossimi mesi”. La pensa così anche Michael Rodriguez, tassista: “La gente spende meno, lo vedo ogni giorno”.
Il prossimo dato sull’indice è atteso per il 27 febbraio. Solo allora si capirà se il calo di gennaio è un episodio isolato o l’inizio di un periodo più difficile per la fiducia dei consumatori americani.
