Gas: il prezzo scende a 39,11 euro al megawattora, segnando una nuova tendenza

Gas: il prezzo scende a 39,11 euro al megawattora, segnando una nuova tendenza

Gas: il prezzo scende a 39,11 euro al megawattora, segnando una nuova tendenza

Giada Liguori

Gennaio 27, 2026

Milano, 27 gennaio 2026 – Il prezzo del gas naturale ha chiuso oggi in calo, mentre i mercati europei restano in allerta per le tensioni geopolitiche e i cambiamenti del clima. Ad Amsterdam, punto di riferimento per il mercato continentale, il TTF (Title Transfer Facility) ha perso il 2,3%, fermandosi a 39,11 euro al megawattora nel pomeriggio di lunedì.

Gas in calo ad Amsterdam: sotto i 40 euro dopo settimane

La giornata è partita con prudenza tra gli operatori, che hanno seguito da vicino le quotazioni fin dalle prime ore. Il calo del 2,3% rispetto a venerdì scorso ha riportato il prezzo sotto la soglia dei 40 euro al megawattora, un livello che mancava da qualche settimana. “Il mercato sta già scontando il meteo più mite e le notizie che arrivano dal Medio Oriente”, ha spiegato un analista di una grande banca milanese.

Secondo Refinitiv, la domanda europea resta stabile, senza picchi, grazie a un inverno meno rigido del previsto. Solo in alcune zone della Germania e dell’Est Europa le temperature sono scese sotto la media, ma senza impatti evidenti sulle forniture.

Geopolitica e clima: i due fattori che pesano sul mercato

Gli occhi degli investitori restano puntati sulle tensioni geopolitiche che riguardano rotte chiave per il gas, soprattutto nel Mar Rosso e nel Caucaso. Negli ultimi giorni però non ci sono stati nuovi incidenti o interruzioni nelle forniture. “Il rischio resta alto, ma per ora il flusso è regolare”, ha detto un trader di Londra.

Sul fronte meteo, le ultime previsioni dell’ECMWF parlano di temperature sopra la media in Francia e Italia almeno fino ai primi di febbraio. Questo tiene bassa la domanda di riscaldamento, sia per le case che per le industrie.

Scorte piene: un cuscinetto per i prossimi mesi

Le riserve di gas naturale nei grandi hub europei sono ancora alte: secondo Gas Infrastructure Europe, gli stoccaggi sono pieni al 77%, più della media degli ultimi cinque anni. “Avere scorte abbondanti dà un po’ di respiro agli operatori”, ha detto un portavoce di Snam. Solo un’ondata di freddo improvvisa o un’escalation geopolitica potrebbero far risalire i prezzi.

Gli esperti guardano già a febbraio e marzo, mesi in cui sarà fondamentale seguire l’evoluzione del clima e le relazioni tra Russia e Unione Europea. “Il mercato resta fragile, ma oggi la situazione è sotto controllo”, ha aggiunto l’analista milanese.

Cosa cambia per italiani e imprese

Per i consumatori italiani, il calo del prezzo ad Amsterdam potrebbe tradursi in una leggera riduzione delle bollette nei prossimi mesi, anche se ci vorrà tempo per vederne gli effetti a causa dei meccanismi di aggiornamento tariffario. Le aziende energivore – dal settore ceramico all’acciaio – stanno tenendo d’occhio l’andamento dei prezzi. “Ogni euro in meno al megawattora conta molto”, ha sottolineato il direttore generale di Confindustria Energia.

Intanto, il governo italiano segue la situazione insieme all’ARERA, pronta a intervenire se dovessero arrivare forti oscillazioni o emergenze improvvise.

Mercato in bilico, serve prudenza

Nonostante il calo di oggi, la situazione resta incerta. Gli operatori invitano a non abbassare la guardia: “Basta una notizia negativa da Suez o dal Caucaso per cambiare tutto”, ha avvertito un broker di Francoforte. Per ora, però, il mercato sembra aver trovato un equilibrio provvisorio tra domanda, offerta e rischi geopolitici.

Con Amsterdam che segna 39,11 euro al megawattora, la partita del gas – tra clima e diplomazia – è tutt’altro che chiusa. L’attenzione resta alta su ogni segnale che arriva dai principali snodi energetici europei.