I segreti del clima passato dell’Antartide svelati dai sedimenti marini

I segreti del clima passato dell'Antartide svelati dai sedimenti marini

I segreti del clima passato dell'Antartide svelati dai sedimenti marini

Matteo Rigamonti

Gennaio 27, 2026

Roma, 27 gennaio 2026 – Una perforazione senza precedenti nei ghiacci dell’Antartide sud-occidentale, nel cuore del Mare di Ross, ha permesso a un team internazionale di oltre 120 ricercatori – molti dei quali italiani – di riportare alla luce sedimenti marini risalenti a milioni di anni fa. L’operazione, parte del progetto Swais2C, ha l’obiettivo di capire qual è il “punto di non ritorno” oltre il quale il riscaldamento globale potrebbe far sciogliere in modo irreversibile la piattaforma di ghiaccio antartica.

Nel cuore dell’Antartide, tra ghiaccio e mare

Il gruppo, formato da scienziati di dieci Paesi, ha lavorato per settimane in condizioni durissime, arrivando a perforare fino a 228 metri sotto la superficie. Il luogo scelto, chiamato Crary Ice Rise, si trova a circa 700 chilometri dalla base neozelandese Scott Base, la più vicina. Questo dettaglio racconta da solo la complessità dell’impresa: tende, laboratori mobili, generatori e strumenti sono stati trasportati e montati sul ghiaccio per creare un campo temporaneo in uno degli angoli più isolati del pianeta.

“Abbiamo superato di 28 metri il nostro obiettivo iniziale”, ha raccontato uno dei coordinatori italiani, sottolineando come ogni metro in più abbia portato informazioni preziose. Le carote di sedimenti estratte, lunghe e compatte, sono ora al centro di analisi che coinvolgono laboratori sparsi tra Europa, Oceania e Stati Uniti.

L’Italia guida la ricerca antartica

L’Italia è parte attiva nel progetto Swais2C, con il contributo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs) e delle università di Siena, Trieste e Genova. “L’Ingv è in prima linea nella gestione italiana di Swais2C”, ha spiegato il presidente dell’istituto, Fabio Florindo. “In più, i nostri ricercatori sono coinvolti direttamente nello studio delle carote di sedimenti, mettendo a disposizione la loro esperienza”.

Il ruolo degli italiani non si limita all’organizzazione: molti scienziati sono impegnati nell’analisi dei dati, concentrandosi in particolare sui segnali lasciati dal clima passato nei sedimenti marini.

Sedimenti antichi per capire il futuro dei ghiacci

I sedimenti raccolti custodiscono tracce del clima che ha modellato l’Antartide milioni di anni fa. Studiando la composizione chimica e fisica delle carote, gli scienziati vogliono ricostruire i momenti in cui la piattaforma di ghiaccio si è allargata o ritirata. Un lavoro delicato e lungo, che richiederà mesi, forse anni, di approfondimenti.

L’obiettivo vero è scoprire quando il sistema climatico ha superato una soglia critica: quel “punto di non ritorno” che, se raggiunto ancora oggi a causa del riscaldamento globale, potrebbe portare allo scioglimento irreversibile della piattaforma di Ross. Le prime analisi indicano che la piattaforma – la più grande massa di ghiaccio galleggiante al mondo – si sta indebolendo lentamente sotto la pressione delle temperature in aumento.

Scioglimento dei ghiacci, un rischio per il pianeta

La posta in gioco è altissima. Se la piattaforma di Ross dovesse cedere, rischierebbe di franare l’intera calotta glaciale dell’Antartide Occidentale. Gli esperti calcolano che in quel caso il livello dei mari potrebbe salire tra 4 e 5 metri. Un dato che fa tremare governi e scienziati: città costiere, infrastrutture e milioni di persone si troverebbero ad affrontare rischi molto seri.

“Questi dati sono fondamentali per capire quanto siamo vicini a una soglia critica”, ha detto uno dei ricercatori italiani coinvolti. “Solo conoscendo il passato possiamo provare a prevedere il futuro dei ghiacci antartici”.

Un laboratorio naturale per il clima mondiale

Il campo allestito sul Crary Ice Rise è diventato un vero e proprio laboratorio naturale unico al mondo. Ogni campione estratto apre una finestra su ere geologiche lontane, ma è anche un segnale per il presente. Il progetto Swais2C continuerà nei prossimi mesi con nuove analisi e pubblicazioni.

Nel frattempo, la comunità internazionale guarda all’Antartide come a un termometro globale: quello che succede tra i suoi ghiacci potrebbe decidere il destino delle coste e delle società umane nei prossimi decenni.