Bruxelles, 27 gennaio 2026 – Il 2025 ha segnato un nuovo record per le auto elettriche in Europa Occidentale. Sono stati venduti 2.585.187 veicoli tra Unione Europea, Efta e Regno Unito, secondo i dati diffusi oggi dal Centro Studi Promotor (Csp). Si tratta di un balzo del 29,7% rispetto all’anno prima. Le elettriche hanno conquistato il 19,5% delle nuove immatricolazioni, confermando una tendenza ormai stabile nei principali Paesi europei.
Regno Unito e Germania spingono il mercato elettrico
A fare da traino sono stati soprattutto il Regno Unito e la Germania. Nel Regno Unito le immatricolazioni di auto elettriche sono salite del 23,4%, secondo il Csp. La Germania ha mantenuto volumi alti, anche se la crescita è stata meno sostenuta rispetto agli anni scorsi. “Il passaggio all’elettrico è ormai realtà per tanti automobilisti britannici e tedeschi”, ha detto un portavoce dell’Acea, l’associazione europea dei costruttori d’auto.
Italia in coda: solo il 6,2% di quota elettrica
Diversa la situazione in Italia, dove le auto elettriche pesano appena il 6,2% delle nuove immatricolazioni. Un dato che mette il nostro Paese all’ultimo posto tra i grandi mercati europei. Gli esperti del settore indicano diverse cause: dalla rete di ricarica ancora poco diffusa ai costi più alti rispetto alle auto tradizionali. “Serve un piano nazionale più deciso”, ha commentato ieri un dirigente di Unrae, l’associazione delle case estere in Italia.
Boom delle ibride plug-in: +33,4% nell’Unione Europea
Se le elettriche pure crescono, le ibride plug-in vanno ancora più forte. Nel 2025, secondo Acea, le vendite in Europa hanno raggiunto 3.733.325 unità, con un aumento del 33,4% rispetto al 2024. A spingere sono soprattutto Spagna (+23,1%), Francia (+21,6%) e ancora la Germania (+8%). Anche in Italia si registra una crescita (+7,9%), seppur più contenuta rispetto agli altri grandi mercati.
Ibride-elettriche: un terzo del mercato europeo
Nel complesso, le auto ibride-elettriche – plug-in e full hybrid insieme – coprono oggi il 34,5% del mercato europeo. Un segnale chiaro che la mobilità meno inquinante sta prendendo piede su larga scala. “Gli automobilisti cercano soluzioni flessibili”, ha spiegato un analista a margine della pubblicazione dei dati. “Le ibride aiutano a superare alcuni limiti ancora presenti per le elettriche pure”.
Le sfide da affrontare: infrastrutture e incentivi
Nonostante i numeri crescano, restano problemi. La mancanza di infrastrutture di ricarica è ancora un grosso ostacolo, soprattutto in Italia. Gli operatori chiedono interventi più veloci e coordinati, sia a livello nazionale sia europeo. Sui bonus, molti governi stanno cambiando strategia: in Germania sono stati tagliati alcuni incentivi, mentre in Francia e Spagna si punta su nuovi aiuti per chi sceglie veicoli a basse emissioni.
Cosa aspettarsi nel 2026: nuovi modelli e politiche europee
Guardando avanti, si prevede un’ulteriore crescita di auto elettriche e ibride plug-in nel 2026. Fondamentale sarà l’arrivo di modelli con autonomie maggiori e prezzi più accessibili. Ma molto dipenderà anche dalle decisioni della Commissione europea su regolamenti ambientali e sostegno all’industria. “Il 2025 è stato un anno di svolta”, ha detto un manager tedesco durante una fiera a Francoforte. “Adesso serve continuità nelle politiche e investimenti sulle reti di ricarica”.
In sintesi, la transizione verso la mobilità elettrica in Europa è ormai in moto, anche se a velocità diverse. Resta da vedere se l’Italia riuscirà a recuperare il gap con gli altri Paesi o continuerà a restare indietro nella corsa verso il futuro dell’auto.
