Il Senato approva la proposta Bongiorno: un passo avanti contro gli stupri

Il Senato approva la proposta Bongiorno: un passo avanti contro gli stupri

Il Senato approva la proposta Bongiorno: un passo avanti contro gli stupri

Matteo Rigamonti

Gennaio 27, 2026

Roma, 27 gennaio 2026 – La Commissione Giustizia del Senato ha dato il via libera oggi, nel primo pomeriggio, al testo base del disegno di legge sulla violenza sessuale presentato dalla senatrice Giulia Bongiorno (Lega). Un passaggio importante in un dibattito che tiene banco da mesi. La votazione, in una sala piena di parlamentari e assistenti, ha visto il centrodestra schierato tutto a favore. Le opposizioni – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Alleanza Verdi e Sinistra – hanno votato contro.

Il cuore della proposta Bongiorno

La senatrice Bongiorno ha spiegato ai giornalisti, a fine seduta, che la novità principale riguarda la modifica rispetto al testo che la Camera aveva approvato all’unanimità lo scorso novembre. Ora il reato di violenza sessuale si basa sulla “volontà contraria” della vittima, non più sull’assenza di “consenso libero e attuale”. Un cambio che, secondo la relatrice, “mette a fuoco meglio il confine tra un rapporto consensuale e la violenza”.

Non è tutto: il testo inasprisce anche le pene. Per chi usa violenza, minacce o abuso di autorità durante gli atti sessuali, la reclusione va da 7 a 13 anni (prima era 6-12 anni). Se l’atto è contro la volontà della vittima, la pena sale da 6 a 12 anni (prima 4-10). “Volevamo lanciare un messaggio chiaro”, ha detto Bongiorno, “la protezione delle vittime deve venire prima di tutto”.

Reazioni e polemiche a caldo

Le critiche non sono mancate. Le opposizioni hanno puntato il dito contro il metodo e il merito. La senatrice Cecilia D’Elia (Pd) ha detto che “si è stravolto un testo condiviso alla Camera senza un vero confronto”, parlando di “un passo indietro per la tutela delle donne”. Il Movimento 5 Stelle è preoccupato: la senatrice Elena Fattori teme che si complichi la prova per le vittime.

Da Italia Viva, fonti interne avvertono che la nuova definizione potrebbe creare confusione nei tribunali. “La giurisprudenza si era già orientata sul concetto di consenso”, ha ricordato un parlamentare in commissione. La maggioranza, invece, difende la scelta. Il senatore Andrea Ostellari (Lega) ha risposto: “Non si torna indietro, si vuole solo rendere la legge più efficace”.

Il cammino verso l’Aula e cosa ci aspetta

Il testo approvato oggi è solo un punto di partenza. Nei giorni prossimi arriveranno gli emendamenti. Le opposizioni hanno già annunciato battaglia su più fronti. Possibili nuovi cambiamenti prima del voto in Aula non sono esclusi. Il dibattito non si ferma in Parlamento: associazioni femministe e centri antiviolenza chiedono un confronto pubblico sulle nuove definizioni.

Fonti parlamentari dicono che il disegno di legge potrebbe arrivare in Aula entro metà febbraio. Solo allora si capirà se la maggioranza terrà unita la linea o se le pressioni esterne spingeranno a trovare compromessi.

Cosa cambia per vittime e processi

Sul campo, l’introduzione della “volontà contraria” come criterio per definire la violenza sessuale potrebbe cambiare molto nei processi. Avvocati penalisti, sentiti da alanews.it, dicono che sarà importante vedere come i giudici interpreteranno la norma. “Il rischio è che la prova del dissenso esplicito ricada sulle vittime”, avverte l’avvocata Marina Livi, da anni impegnata nella difesa delle donne abusate.

Per ora, resta da capire l’effetto pratico della riforma quando entrerà in vigore. Il clima intanto è teso e il dibattito acceso. In attesa del voto finale in Senato, la questione continua a far discutere politica e società.