Jacques Moretti rivela: «I pannelli sul soffitto di Crans-Montana forse erano imbevuti d’alcol»

Jacques Moretti rivela: «I pannelli sul soffitto di Crans-Montana forse erano imbevuti d’alcol»

Jacques Moretti rivela: «I pannelli sul soffitto di Crans-Montana forse erano imbevuti d’alcol»

Matteo Rigamonti

Gennaio 27, 2026

Crans-Montana, 27 gennaio 2026 – Jacques Moretti, proprietario del Constellation Club di Crans-Montana, ha ammesso davanti alla vice-procuratrice generale del Cantone Vallese, Catherine Seppey, che i pannelli fonoassorbenti del locale, andato a fuoco la notte di Capodanno, “forse erano imbevuti d’alcol”. L’interrogatorio, tenutosi martedì scorso e visionato da alanews.it, si è svolto davanti a venticinque avvocati delle famiglie delle vittime. Un confronto teso, con risposte che hanno lasciato molti dubbi sulla sicurezza del locale dove hanno perso la vita 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite.

Pannelli fonoassorbenti: un possibile pericolo sottovalutato

Dal verbale emerge che Moretti ha detto di aver comprato la schiuma acustica e la colla in un negozio specializzato, Hornbach, spiegando che erano destinate a un caffè-bar. “Non ricordo di aver detto che il locale fosse al seminterrato”, ha precisato. Il motivo principale, ha aggiunto, era “evitare le vibrazioni nell’edificio”. Quando gli è stato chiesto se i pannelli potessero essere stati bagnati con sostanze infiammabili, la risposta ha sorpreso tutti: “È possibile che vi sia stato spruzzato dell’alcol. La gente faceva festa, quindi magari la schiuma era imbevuta di alcol o polvere. Non lo so”.

Questa ammissione ha lasciato perplessi gli avvocati delle famiglie. Secondo le prime ricostruzioni, proprio la presenza di materiale altamente infiammabile potrebbe aver accelerato la diffusione delle fiamme nel locale.

Bottiglie con candele pirotecniche: il rischio ignorato

Un altro punto caldo riguarda l’uso di candele pirotecniche infilate nelle bottiglie di champagne, portate in giro tra i tavoli a pochi centimetri dal soffitto. Moretti ha raccontato di aver visto più volte la cameriera Cyane – anche lei tra le vittime – salire sulle spalle di un collega per offrire questo spettacolo ai clienti. “Non le ho mai detto di smettere, non l’ho richiamata sulle norme di sicurezza. Non vedevamo il pericolo”, ha ammesso il proprietario. “Cyane amava farlo, era uno show, e lei ci metteva tutta se stessa”.

Gli investigatori ritengono che proprio una di queste candele, troppo vicina al soffitto, abbia scatenato l’incendio. Un dettaglio che pesa moltissimo sulle responsabilità della gestione del locale.

Uscite di sicurezza bloccate: Moretti si difende

Durante l’interrogatorio, Moretti ha negato di aver chiuso personalmente le uscite di sicurezza, sostenendo che siano state bloccate da clienti o dipendenti. “Dopo il dramma è venuto fuori che un dipendente del Vieux Chalet avrebbe portato del ghiaccio al Constellation e, senza motivo, ha chiuso il chiavistello in cima alla porta”, ha detto, parlando di quella che credeva fosse una semplice uscita di servizio.

Solo quando la vice-procuratrice gli ha mostrato un documento che definiva quella porta come uscita di sicurezza, Moretti ha ammesso: “Sono sorpreso, non avevo visto questo documento”. Sull’altra porta, sbarrata con uno sgabello come mostrano le telecamere, ha risposto evasivamente: “L’avrà messo un cliente”.

Scarcerazione e reazioni forti

Pochi giorni dopo l’interrogatorio, Moretti è stato scarcerato pagando una cauzione di 200mila franchi svizzeri, versata da un amico rimasto anonimo. La decisione ha scatenato rabbia tra i parenti delle vittime e dure reazioni anche dal governo italiano. “Siamo indignati”, ha detto uno dei familiari fuori dal tribunale. Il caso resta aperto: la procura continua a indagare sulle condizioni di sicurezza del locale e sulle eventuali responsabilità penali.

A Crans-Montana il dolore è ancora forte. I fiori davanti all’ingresso del Constellation sono freschi. E le domande, quelle sì, restano senza risposta.