Nuova Delhi, 27 gennaio 2026 – Un passo storico tra Unione Europea e India: oggi è stato firmato un accordo di libero scambio e un patto strategico sulla difesa che, secondo i protagonisti, cambia davvero le carte in tavola. L’intesa è stata siglata nella capitale indiana, con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il primo ministro Narendra Modi sul palco. Un’intesa che riguarda quasi due miliardi di persone e promette grandi vantaggi, sia dal punto di vista economico che strategico. “Abbiamo raggiunto l’accordo più importante di sempre”, ha detto von der Leyen, precisando che questo è solo l’inizio di una collaborazione destinata a crescere.
Dazi giù: un’apertura che cambia tutto per imprese e consumatori
Al centro dell’accordo c’è la forte riduzione dei dazi su tanti prodotti chiave. Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, ha spiegato che le tariffe su vino, liquori e birra europei passeranno da percentuali altissime, come il 150% e il 110%, a livelli molto più bassi, rispettivamente al 20% e al 40%. L’olio d’oliva europeo vedrà sparire completamente il dazio, che oggi è al 45%. Per gli alimenti trasformati – pasta, cioccolato, prodotti da forno – si passa da un 50% a zero. “Molti settori erano praticamente chiusi, ora si aprono all’Europa”, ha detto Sefcovic ai giornalisti, sottolineando il valore di questa svolta.
Nel settore auto, uno dei più delicati, l’accordo prevede che i dazi sulle auto europee importate in India scendano gradualmente: dal 110% al 10% in dieci anni, con un primo taglio immediato al 35%. Ogni anno, poi, 250.000 veicoli (160.000 a combustione interna e 90.000 elettrici) potranno entrare in India con condizioni più favorevoli. Per i cosiddetti Kit completamente smontati (CKD), cioè auto assemblate in loco da componenti importati, la quota sarà di 75.000 unità con dazi dimezzati all’8,25%. Infine, il mercato dei ricambi auto sarà completamente libero da dazi.
Settori chiave pronti a decollare in India e in Europa
Narendra Modi ha accolto con entusiasmo l’accordo, definendolo “il più importante di sempre” per l’India. Secondo lui, l’intesa darà una spinta decisiva a settori come il tessile, i gioielli, le gemme e i prodotti in pelle, tutti comparti che impiegano milioni di persone nel subcontinente. “Questo accordo aprirà molte porte agli 1,4 miliardi di indiani e ai milioni di cittadini europei”, ha detto Modi durante l’incontro con i leader europei.
Le imprese europee guardano con interesse a questo mercato, finora chiuso da barriere tariffarie alte. In particolare, produttori italiani di vino e olio d’oliva – come hanno fatto sapere fonti del settore – potrebbero vedere crescere le esportazioni verso un mercato che sta correndo veloce. Dall’altra parte, le aziende indiane avranno più facilità a vendere i loro prodotti tessili e manifatturieri in Europa.
Sicurezza e difesa: un patto che guarda lontano
Non solo commercio: il vertice ha segnato anche un passo avanti importante sulla sicurezza. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha sottolineato che la crescita economica non può andare senza stabilità. “La prosperità non può esistere senza sicurezza. Questo è il senso del nostro patto sulla difesa, il primo tra India e Ue”. L’obiettivo è lavorare insieme per proteggere cittadini e interessi comuni, con un occhio particolare alle minacce nell’Indo-Pacifico e in Europa.
L’alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, ha aggiunto che la collaborazione si allargherà a temi come la sicurezza marittima, la lotta al terrorismo e la difesa informatica. “Ue e India vedono il mondo cambiare allo stesso modo e stanno reagendo insieme”, ha spiegato Kallas, sottolineando che la sicurezza diventerà un pilastro fondamentale delle loro relazioni.
Un segnale forte in un mondo che cambia
Questo vertice arriva in un momento di tensioni globali e di nuovi equilibri. “Il nostro incontro manda un messaggio chiaro al mondo”, ha detto Costa. “Mentre l’ordine globale si trasforma, Unione Europea e India si presentano come partner affidabili e strategici”. Gli esperti leggono questa firma come una risposta alle incertezze degli ultimi anni e come un tentativo di costruire nuove alleanze in un mondo sempre più multipolare.
Le prossime settimane saranno decisive per capire come queste promesse diventeranno realtà per aziende e cittadini. Ma questa mattina a Nuova Delhi, l’atmosfera era quella di un nuovo inizio tra due giganti economici e politici.
