Milano, 27 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno iniziato la settimana con passi lenti, mentre gli investitori si preparano alle decisioni della Federal Reserve e tengono d’occhio le tensioni politiche negli Stati Uniti, dove l’amministrazione Trump rischia un nuovo shutdown. In un clima carico di dubbi, si rafforza la domanda di beni rifugio: l’oro segna nuovi record, mentre il dollaro perde terreno contro le valute principali.
Borse europee: tra timori e attese, mercati incerti
L’apertura è stata all’insegna della prudenza, con i principali indici che viaggiano su binari diversi. L’indice Stoxx 600 ha messo a segno un piccolo rialzo dello 0,1%, mentre i futures su Wall Street indicavano un avvio debole per i mercati americani. A Parigi il Cac 40 ha chiuso in calo dello 0,3%, Francoforte ha perso lo 0,2%. Madrid (+0,5%) e Milano, con il Ftse Mib a +0,4%, hanno fatto da eccezione. Londra invece si è fermata quasi invariata (+0,07%).
A pesare sono stati soprattutto i titoli tecnologici (-0,9%) e gli industriali (-0,5%), settori particolarmente sensibili alle incertezze su nuovi dazi e tensioni geopolitiche. In controtendenza le banche, che hanno guadagnato lo 0,9%, spinte da una maggiore fiducia degli investitori. Stabili i titoli assicurativi (+0,03%), mentre le utility hanno beneficiato di un rialzo dello 0,7%, grazie anche al rialzo del prezzo del gas.
Oro e petrolio spingono energia e materie prime
Nel mondo delle materie prime, l’oro ha fatto un balzo fino a 5.090 dollari l’oncia, segno che la ricerca di sicurezza è forte in questa fase turbolenta. Anche l’argento ha seguito la scia, salendo a 109,19 dollari.
Nel settore energetico, il gas ha messo a segno un +1,8%, arrivando a 40,77 euro al megawattora. L’energia ha chiuso in rialzo dell’1%, sostenuta anche dal petrolio: il Wti è salito dello 0,2% a 61,25 dollari al barile, mentre il Brent ha raggiunto i 66,11 dollari, con un +0,3%.
Titoli di Stato: spread in calo, rendimenti ai minimi
Nel mercato obbligazionario si sono ridotti i rendimenti dei principali titoli di Stato europei. Lo spread tra Btp e Bund è sceso a 59 punti base: il decennale italiano rende il 3,46%, quello tedesco il 2,87%. Un segnale che gli investitori vedono come un segno di relativa calma sui mercati del debito.
Piazza Affari: banche in rialzo, Fincantieri e Ferretti in calo
A Piazza Affari la giornata è stata segnata da segnali contrastanti. Il settore bancario si è distinto: Banco Bpm ha guadagnato il 2,6%, mentre Bper è salita dell’1,4%. Bene anche Tim, in crescita dell’1,3%. Sul fronte opposto, giornata difficile per Fincantieri (-2,7%), penalizzata da prese di beneficio dopo i recenti guadagni. Male anche Diasorin (-1,8%), Stm e Leonardo (entrambe -1,6%).
Tra i titoli più piccoli, spicca il forte calo di Ferretti (-5,5%). Il gruppo cinese Weichai, socio principale della società di yacht, ha fatto sapere che l’offerta parziale della Kkcg Maritime del miliardario ceco Karel Komarek non ha ricevuto il via libera.
Mercati in attesa, occhi puntati su Fed e politica americana
Gli operatori restano cauti in vista della riunione della Federal Reserve, in programma mercoledì sera ora italiana. Le aspettative su possibili cambi ai tassi sono basse, ma ogni segnale sarà seguito con attenzione. Intanto negli Stati Uniti monta la preoccupazione per un possibile nuovo blocco delle attività federali: “La situazione è ancora molto fluida”, ha detto un analista di JP Morgan a Milano poco dopo le 15. “I mercati stanno scontando sia le tensioni politiche sia i rischi legati ai dazi”.
In questo quadro incerto, tra dati economici attesi e variabili geopolitiche, la parola d’ordine per le Borse europee resta prudenza.
