Milano, 27 gennaio 2026 – Bobby Moresco, regista americano e vincitore di un Oscar per la sceneggiatura di “Crash”, sarà al timone del biopic su Giorgio Armani. A darne notizia oggi è stata Taic Funding, la società di produzione guidata da Andrea Iervolino. Una scelta che farà discutere: il film, con un budget stimato di 135 milioni di dollari, non sarà girato in Italia ma in Ungheria.
Moresco e la produzione che guarda all’estero
La decisione è stata presa durante il consiglio di amministrazione di Taic Funding, riunitosi venerdì 23 gennaio. Il progetto dedicato allo stilista piacentino – una vera icona mondiale della moda – entrerà a far parte delle produzioni internazionali del gruppo per il biennio 2026-2027. Moresco, che ha già diretto “Lamborghini” (2022) e il prossimo “Maserati”, lavorerà di nuovo con Iervolino, rafforzando un rapporto che punta sempre più oltre confine.
Perché si gira in Ungheria? Tra investimenti e burocrazia
Secondo la nota ufficiale, la scelta di spostare le riprese in Ungheria è arrivata dopo “un’attenta analisi del piano di investimenti e un confronto con le banche e i fondi statunitensi che sostengono Taic Funding”. Il clima produttivo e la burocrazia italiana hanno pesato molto sulla decisione. Solo pochi giorni fa, lo stesso consiglio aveva deciso di portare all’estero anche la produzione di “Bugatti – The Genius”, un altro progetto da oltre 200 milioni di dollari.
Le parole di Andrea Iervolino
“Sono profondamente legato all’Italia e alla sua identità”, ha detto Iervolino in una nota diffusa nel pomeriggio. “Anche se sono italo-canadese, resto un italiano orgoglioso. Continuerò a lavorare su progetti dedicati alle grandi icone del nostro Paese, spinto da un amore sincero per l’Italia”. Ma il produttore non nasconde un certo dispiacere: “Fa male vedere che in appena due settimane l’Italia ha perso quasi 335 milioni di dollari di investimenti cinematografici. Il paradosso è chiaro: film che celebrano l’eccellenza, la cultura e l’identità italiana vengono girati fuori dall’Italia, non per mancanza di passione o visione italiana, ma perché il sistema istituzionale e amministrativo perde fiducia”.
Un campanello d’allarme per il cinema italiano
La notizia ha subito acceso un dibattito tra gli addetti ai lavori. Molti hanno espresso preoccupazione per la tendenza crescente di spostare all’estero produzioni su temi italiani. “Non è solo una questione di soldi”, ha commentato un produttore romano contattato da alanews.it. “Si rischia di perdere anche una parte della nostra identità visiva e narrativa”. Del resto, girare in Ungheria – ormai punto di riferimento per le grandi produzioni internazionali grazie a incentivi fiscali e infrastrutture all’avanguardia – è un segnale forte delle difficoltà che attraversa il cinema italiano.
Il biopic su Armani: cosa sappiamo finora
Al momento non sono stati svelati dettagli su cast e data di inizio riprese. Fonti vicine alla produzione dicono che il film racconterà le tappe principali della carriera di Giorgio Armani, dagli esordi a Piacenza fino al successo mondiale. La sceneggiatura è ancora in fase di scrittura, ma l’obiettivo è chiaro: portare sullo schermo “la storia di un uomo che ha rivoluzionato il modo di vedere la moda nel mondo”.
Una sfida aperta per l’Italia
Resta aperto il nodo del rapporto tra grandi produzioni e territorio italiano. “Non è solo questione di incentivi fiscali”, ha spiegato un dirigente dell’Anica, “ma anche della capacità del nostro Paese di attirare e tenere investimenti”. Nel frattempo, la produzione del biopic su Armani si prepara a partire lontano dall’Italia. E forse, proprio da questa lontananza, emerge più forte il valore universale delle storie italiane.
