Washington, 27 gennaio 2026 – Nella East Room della Casa Bianca, una serata di gala fuori dal comune: settanta ospiti in abito scuro, popcorn e biscotti personalizzati hanno fatto da cornice alla prima di “Melania”, il documentario sulla First Lady prodotto da Amazon Studios. Mentre il Paese era alle prese con una doppia emergenza – una sparatoria a Minneapolis e una tempesta invernale che ha già causato almeno venti morti – la serata ha scatenato una valanga di polemiche, dividendo l’opinione pubblica e i social network.
Gala sotto accusa in un momento difficile
Il film, diretto da Brett Rattner, regista tornato sotto i riflettori dopo anni lontano da Hollywood, è stato proiettato poche ore dopo la morte di Alex Pretti, un infermiere colpito durante un’operazione dell’ICE. Nel frattempo, il gelo record e le bufere di neve bloccavano gran parte degli Stati Uniti. “E il Presidente? Serata al cinema alla Casa Bianca”, ha scritto su X la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, esprimendo un malcontento diffuso.
Le critiche sui social non hanno risparmiato nemmeno gli ospiti illustri: tra loro, il CEO di Apple Tim Cook, preso di mira da messaggi duri come quello dell’azionista Adam Cochran: “Com’era il film? Quello che guardavi mentre cittadini americani morivano?”. In rete sono partiti appelli a boicottare gli iPhone: “Forse è il momento di passare ad Android”, si leggeva tra i commenti più condivisi.
Un documentario da 80 milioni di dollari
Fonti vicine alla produzione raccontano che Amazon avrebbe speso circa 80 milioni di dollari per il progetto, aggiungendo all’ultimo momento altri 35 milioni per la promozione. Una cifra che ha fatto discutere, soprattutto per il timore – mai nascosto dallo staff della First Lady – di un possibile flop al botteghino. “Un dietro le quinte indimenticabile di uno degli eventi più importanti dei nostri tempi”, ha scritto l’ex presidente Donald Trump su Truth Social, mentre Melania ha definito i suoi ospiti “iconoclasti della cultura”.
Il documentario segue venti giorni nella vita della First Lady, con il culmine nel secondo insediamento del marito. Tra gli invitati alla serata anche la regina Rania di Giordania, il CEO di Zoom Eric Yuan, l’ex pugile Mike Tyson e Azzi Agnelli, filantropa e socialite italiana.
Wall Street guarda a Melania
Non è passata inosservata la presenza di Lynn Martin, presidente della New York Stock Exchange. Melania Trump è attesa proprio a Wall Street tra due giorni per aprire la seduta di Borsa, prima di tornare a Washington per la prima ufficiale del documentario, fissata al Trump Kennedy Center il 29 gennaio.
Il film debutterà in circa 1.500 sale negli Stati Uniti il giorno dopo. Gli esperti prevedono un incasso intorno ai 5 milioni di dollari nel primo weekend. Un risultato seguito con attenzione da investitori e osservatori politici.
Un evento che fa discutere il Paese
La decisione della Casa Bianca di organizzare una serata mondana in un momento così delicato non è passata inosservata. “Non era il momento”, ha commentato un funzionario democratico che ha chiesto l’anonimato. Eppure, tra gli ospiti si respirava un’altra atmosfera: “Abbiamo bisogno anche di momenti così”, ha raccontato uno di loro all’uscita.
Resta il fatto che la prima di “Melania” si è trasformata in un caso politico e mediatico. La discussione, nelle prossime ore, si sposterà dalle sale della Casa Bianca ai cinema di tutto il Paese. Solo allora si capirà se il milionario investimento darà i suoi frutti o resterà uno degli episodi più chiacchierati di questa stagione americana.
