Robot in fiore: la sorprendente danza delle macchine al sole VIDEO

Robot in fiore: la sorprendente danza delle macchine al sole VIDEO

Robot in fiore: la sorprendente danza delle macchine al sole VIDEO

Matteo Rigamonti

Gennaio 27, 2026

Princeton, 27 gennaio 2026 – Un gruppo di ricercatori della Princeton University ha messo a punto un sistema di robot modulari che si aprono come fiori al sole e interagiscono con l’ambiente che li circonda. Il progetto, battezzato Swarm Garden, è stato descritto in uno studio pubblicato su Science Robotics. L’idea è trasformare gli spazi in una sorta di “architettura viva”, capace di rispondere sia ai segnali dell’ambiente sia alle azioni delle persone.

Robot a sciame che si muovono e rispondono alla luce

A spiegare il funzionamento è Merihan Alhafnawi, che guida il team: il sistema si basa su piccoli robot chiamati SGbot. Ogni modulo ha un sensore di luce dietro e uno di prossimità davanti. “Volevamo creare robot che non solo si muovessero insieme, ma che potessero anche inserirsi negli spazi e interagire con chi li usa”, racconta Alhafnawi. I robot si parlano tra loro via WiFi e possono allungare o ritirare un sottile foglio di plastica, dando l’effetto di una vera e propria fioritura.

Nei primi test, i ricercatori hanno sistemato 16 SGbot su una finestra. Qui i robot hanno mostrato di sapersi aprire o chiudere per fare ombra o far entrare più luce nella stanza, adattandosi al meteo fuori. Quello che ha colpito è stata la loro capacità di reagire subito ai cambiamenti della luce solare, modulando la quantità di luce che filtra dentro.

Uomo e robot, un dialogo in mostra e in danza

Il passo successivo è stato portare il Swarm Garden in una mostra aperta al pubblico. Questa volta sono stati usati 36 SGbot, disposti in modo da far interagire i visitatori con lo sciame. Bastava un gesto o un comando semplice per cambiare i colori dei LED nei robot o regolare quanto si aprivano i moduli. “Volevamo far toccare con mano questa nuova forma di interazione”, ha spiegato uno degli sviluppatori presenti.

Non finisce qui. In un esperimento più originale, il team ha collegato lo sciame a un dispositivo indossabile. Durante una breve danza improvvisata, i movimenti del braccio del ballerino venivano catturati dal dispositivo e trasmessi ai robot, che rispondevano cambiando colori e movimenti in tempo reale. Il risultato? Un dialogo visivo tra uomo e macchina che ha attirato l’attenzione dei visitatori, colpiti dalla fluidità della risposta dei robot.

Architettura e domotica: spazi che prendono vita

Secondo gli autori dello studio, questa tecnologia apre la strada a una nuova generazione di ambienti intelligenti, capaci di adattarsi a chi li vive e a ciò che succede fuori. “Non si tratta solo di automatizzare – spiega Alhafnawi – ma di creare spazi che siano davvero vivi, in grado di sentire e reagire”. Un’idea che potrebbe trovare spazio non solo nell’architettura, ma anche nella domotica, nella gestione dell’energia degli edifici e persino nell’arte interattiva.

Al momento il sistema è stato testato su scala ridotta – 16 o 36 moduli alla volta – ma il gruppo sta già lavorando per aumentare il numero di robot e la complessità delle interazioni. “Siamo solo all’inizio”, confida uno dei ricercatori. Tra i prossimi passi, ci sono l’integrazione con altri sensori e la possibilità di personalizzare le risposte dello sciame in base ai gusti degli utenti.

Sfide sul cammino e sguardo al futuro

Nonostante l’entusiasmo suscitato dalle prime prove pubbliche, restano alcune difficoltà da superare: gestire il WiFi su larga scala, aumentare la durata delle batterie e migliorare la robustezza dei materiali usati per la “fioritura”. Gli sviluppatori sono consapevoli di questi ostacoli, ma guardano avanti con fiducia. “Ogni passo avanti ci porta più vicino a un futuro in cui l’ambiente sarà davvero parte della nostra vita”, conclude Alhafnawi.

Il progetto Swarm Garden è un esempio concreto di come la ricerca robotica possa tradursi in applicazioni utili per tutti. Resta da vedere se questi “fiori robotici” diventeranno presto una presenza familiare nelle nostre case o rimarranno una curiosità da laboratorio.