Roma, 27 gennaio 2026 – Un emendamento targato Fratelli d’Italia al decreto Milleproroghe vuole allargare la platea della rottamazione quinquies. L’idea è di far rientrare anche quei contribuenti che, al 30 settembre 2025, avevano rispettato tutti i pagamenti della precedente rottamazione quater. A firmare la proposta è il deputato Andrea Volpi, che punta a dare una seconda chance a chi finora era rimasto fuori, offrendo pagamenti più comodi e diluiti nel tempo.
Rottamazione quinquies: chi ci guadagna davvero
L’emendamento prevede che si possa accedere alla rottamazione quinquies anche per quei debiti per cui, al 30 settembre 2025, risultano saldate tutte le rate scadute della vecchia rottamazione. In parole semplici: chi ha pagato regolarmente la quater fino a quella data potrà scegliere di passare alla nuova definizione, con condizioni più vantaggiose.
Oggi, invece, questa categoria resta esclusa dalla nuova misura. Volpi sottolinea che si tratta di una questione di equità: “Chi ha rispettato gli impegni deve poter accedere alle stesse opportunità”. L’emendamento è stato depositato da poche ore e sarà al centro del dibattito nelle commissioni parlamentari nei prossimi giorni.
Quater e quinquies a confronto: cosa cambia
La rottamazione quinquies è stata introdotta con l’ultima legge di bilancio e si differenzia dalla precedente soprattutto per la possibilità di pagare in modo più dilazionato. Si può arrivare fino a 54 rate bimestrali, cioè spalmare il debito su 9 anni. La quater, invece, prevedeva un massimo di 18 rate in 5 anni.
Un’altra differenza riguarda le condizioni per perdere il beneficio: nella quinquies si decade dopo il mancato pagamento o l’insufficienza di due rate, anche non consecutive. Nella quater bastava saltarne una sola. “È una differenza importante”, spiega un funzionario del Ministero dell’Economia, “perché dà più respiro a chi attraversa un momento difficile”.
Perché l’emendamento? Le reazioni in Parlamento
Andrea Volpi ha spiegato così la scelta: “Non vogliamo che chi ha rispettato la rottamazione quater venga penalizzato rispetto a chi aderisce ora alla quinquies. È una questione di giustizia e buon senso”. Secondo fonti interne, l’estensione potrebbe riguardare alcune decine di migliaia di contribuenti, anche se i numeri precisi non ci sono ancora.
Le opposizioni hanno risposto con prudenza. Dal Partito Democratico fanno sapere che “ogni misura che semplifica la vita ai cittadini va valutata con attenzione”, ma chiedono garanzie su come verranno coperti i costi e sulla tenuta dei conti pubblici. Più critici i Cinque Stelle, che parlano di interventi “a macchia di leopardo” sul sistema delle cartelle esattoriali.
Cosa succede adesso e quando si decide
L’emendamento sarà esaminato nelle prossime settimane durante l’iter del decreto Milleproroghe, che dovrà diventare legge entro fine febbraio. Il governo non ha ancora preso posizione ufficiale, ma dai corridoi di Montecitorio si apprende che il tema è al centro di confronti tra Ministero dell’Economia e Ragioneria dello Stato.
Intanto, molti contribuenti sono in attesa di chiarimenti. All’Agenzia delle Entrate-Riscossione sono già arrivate molte richieste: “C’è molta confusione – racconta un operatore allo sportello di via Cristoforo Colombo – perché le regole cambiano spesso e la gente non sa a chi rivolgersi”.
Nei prossimi giorni si capirà se la proposta passerà l’esame delle commissioni e arriverà in Aula. Per ora resta aperta la possibilità che la rottamazione quinquies diventi uno strumento più ampio e inclusivo, capace di coinvolgere anche chi fino a oggi aveva rispettato la precedente definizione agevolata.
