Milano, 27 gennaio 2026 – Una luna enorme, mai vista prima di queste dimensioni, potrebbe spiegare l’oscillazione strana di un pianeta extrasolare, HD 206893 B, che gira intorno a una stella a circa 133 anni luce dalla Terra. La scoperta, ancora da confermare, arriva dai dati raccolti con Gravity, uno strumento montato sul Very Large Telescope nel deserto di Atacama, in Cile. Se fosse confermata, sarebbe la prima prova concreta di una esoluna. Un evento che potrebbe far ripensare la definizione stessa di “luna”.
Un gigante gassoso e un’oscillazione misteriosa
Il protagonista è un gigante gassoso con una massa stimata a 28 volte quella di Giove. Gli astronomi, guidati da Quentin Kral dell’Università di Cambridge, hanno notato che HD 206893 B non segue un’orbita stabile attorno alla sua stella. “Abbiamo visto un piccolo ma chiaro movimento avanti e indietro”, ha detto Kral in un’intervista a Space.com. L’oscillazione dura circa nove mesi e copre una distanza paragonabile a quella tra Terra e Luna. Questo dettaglio ha fatto pensare a un compagno invisibile: una luna molto più grande di quelle che conosciamo nel nostro Sistema solare.
Il Very Large Telescope e il segnale dell’oscillazione
Le osservazioni sono state fatte con Gravity, uno strumento che riesce a misurare movimenti piccolissimi grazie all’interferometria. Il gruppo internazionale ha analizzato i dati per mesi, cercando di capire cosa causasse quell’andamento irregolare. Nel loro studio, pubblicato su arXiv e in attesa di revisione da parte di Astronomy & Astrophysics, spiegano che il segnale corrisponde proprio a quello che ci si aspetterebbe da una luna molto massiccia che orbita attorno al pianeta.
Una luna che non ha paragoni
Questa possibile esoluna sarebbe senza precedenti: ha una massa pari al 40% di quella di Giove, circa nove volte quella di Nettuno. Gira attorno al pianeta ogni nove mesi, a una distanza pari a un quinto di quella tra Terra e Sole. Un altro fatto che ha sorpreso gli scienziati è l’inclinazione dell’orbita, circa 60 gradi rispetto al piano orbitale del pianeta. Questo fa pensare a passati eventi o forze gravitazionali che hanno sconvolto l’equilibrio del sistema.
Se confermata, una rivoluzione nella definizione di “luna”
Se i dati saranno confermati, si aprirà una nuova pagina nello studio dei sistemi planetari. “Un corpo così grande – ha detto Kral – metterebbe in discussione il confine tra pianeta e luna”. Nel nostro Sistema solare nessuna luna si avvicina a queste dimensioni: la più grande, Ganimede, pesa meno della Terra. Una luna così massiccia costringerebbe gli astronomi a rivedere le definizioni e a riflettere su come si formano e si evolvono i sistemi extrasolari.
La scienza resta cauta, ma l’interesse è alto
Gli autori dello studio invitano a non trarre conclusioni affrettate. I dati sono solidi, ma servono altre osservazioni per escludere altre spiegazioni. “Abbiamo un candidato molto interessante – ha detto Kral – ma serve conferma da altri gruppi”. La comunità scientifica aspetta i prossimi dati, mentre il dibattito sulle lune e i pianeti extrasolari si fa più acceso nei centri di ricerca.
Nel frattempo, il sistema HD 206893 B resta al centro dell’attenzione degli astronomi di tutto il mondo. Se davvero esiste una luna così grande, cambierà il modo in cui pensiamo alla formazione e al movimento dei sistemi planetari lontani dal nostro Sole.
